True blood o sangue sintetico

7 agosto 2009


Serie tv molto carina, ma scoperta troppo tardi e precisamente in concomitanza con le ultime due puntate della prima serie! Arghhhhhhhhhhh!

Dunque, in Italia è appena finita la prima serie andata in onda su Fox, mentre negli Stati Uniti si è già conclusa la seconda stagione. Molto chiacchierata perché piena di scene di nudo e sesso esplicito (paraculate da venditori che a quanto pare funzionano), la serie è firmata dallo sceneggiatore di American Beauty, nonché creatore di un altro telefilm tendente al macabro come Six feet under. Il che potrebbe essere una garanzia di qualità...

La moda dei vampiri conquista Hollywood, a quanto pare, ma è interessante notare come tutto provenga dai libri: infatti anche True Blood è ispirata a una serie di romanzi (9 sconfinati mondi 3d, direbbe un mio amico... ) della prolifica Charlain Harris, incentrati sulle vicende di una certa Sookie Stackhouse, una cameriera con il dono della telepatia e innamorata di un vampiro. Atmosfere calde (in tutti i sensi), degni della più classica ambientazione vampiresca: siamo al sud degli Stati Uniti, un paese inventato ma che ricorda tanto la New Orleans di Intervista col vampiro.

E faccio una breve lista, a chi può interessare, delle novità editoriali uscite solo quest'anno sull'onda del ritrovato fascino vampiresco.

Charlain Harris, Finché non cala il buio, Fazi
Charlain Harris, Morti vivevnti a Dallas, Fazi

Tutto ciò che ha pubblicato nel 2009 la Delos Book

Tutto ciò che ha pubblicato la Newton Compton di un'altra autrice vampiresca da cui hanno preso spunto per una nuova serie tv, che dal trailer, però, sembra il Twilight dei poveri.

... e ovviamente la saga di Twilight.


1 commento:

  1. Incuriosita dalla particolare attenzione che alcune mie amiche hanno dimostrato verso questa serie, ho deciso vedere un po' di cosa si trattava e, siceramente, sono rimasta un po' perlessa, per non dire disgustata.
    La trama è inconsistente, assente o se c'è sparisce fagocitata da "paraculate" televisive che, per quanto mi riguardano, lasciano il tempo che trovano.
    Ogni puntata propina quelle due/tre scene di sesso tra fighettine e il fighettino di turno, che fanno tanto gola al pubblico (come se ormai la televisione o il cinema non c'avessero già illustrato con dovizia di particolari tutte le posizioni del Kamasutra), seguite da qualche scena splatter, qualche canino vampiresco che fa capolino giusto a ricordarci che non si tratta di una puntata di Dowson's Creek non censurata.
    Ovviamente per dimostrare che non ci tratta solo di un gruppo di ragazzi americani debosciati, ecco che ogni tanto gli sceneggiatori infilano nella trama qualche tema d'attualità ( pedofilia, alcolismo, razzismo, abuso di droga, etc) che inserita in questa cloaca televisiva perdono di valore e, anzi, ispirano quasi il riso dello spettatore. E, per evitare di cadere nel mio solito errore di "spoiler-girl" mi limito a stendere un velo pietoso sui "mirabolanti e inaspettati" colpi di scena che non sono solo visti e rivisti, ma che di inaspettato hanno solo la banalità.
    Per non parlare dei "fantastici" protagonisti: lei, Sukie, è una slavata ragazza di provincia, cameriera nel pub ( ricordate i locale di Happy Days? ecco quello era molto meglio), che riesce a leggere il pensiero e il cui ruolo fondamentale nella serie è, rullo di tamburi, quella di concedere le sue grazie ( ovviamente è ancora vergine, e vien da domandarsi come ha fatto visto la quantità e la frequenza dell'attività sessuale che si svolge nel piccolo paesino della Luisiana) al bel vampirozzo coprotagonista. Che a definirlo vampiro ce ne vuole...La figura del vampiro è ridicolizzata, relegata nella "dorata" (per i produttori sicuramente) gabbia della macchietta: più che fascino Byroniano, il vampiro in questione è ricalcato sul prototipo "angeliano" di Buffyana memoria come se un mascellone di una faccia monoespressiva facessero di un personaggio bidimensionale, gli eredi di una letteratura che, nella pagine di Stoker, Le Fanu, Varney, Polidori vanta trame, protagonisti e risultati di ben altri livelli.
    Che pianto!

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