Vuoi star zitta, per favore?

20 agosto 2009


Credo che il racconto, come genere letterario, sia qualcosa di molto complesso da realizzare: ci si può permettere di sbagliare molto poco, non si possono avere alti e bassi, tutto deve essere completato e detto senza sbavature in poche pagine.

Nonostante l'apologia del racconto, io non sono da racconti, non lo sono mai stata e non lo sono diventata neanche leggendo Carver... e posso dirvi che, nonostante i temi trattati, una quotidianità che lascia l'amaro in bocca, vi rimane impresso.

Ha dei tempi perfetti, una struttura precisa, secca, come il suo stile che, però, in due parole riesce a farti visualizzare un mondo: "mi sono messo a guardare fuori dal finestrino e a succhiarmi le guance!"

Ho letto da qualche parte che i racconti vanno letti in pillole, e quelli di Carver soprattutto. Forse è questo il segreto per apprezzarli.

Intanto, allora, io vi faccio leggere il primo racconto della raccolta che ho comprato. C'è qualcosa di inquietante in questi racconti, qualcosa che da un certo punto della narrazione vi invade e non vi lascia più, e il finale non vi aiuterà a cancellarlo.

In Italia tutta l'opera di Carver è pubblicata dalla Minimum Fax che, a quanto pare, ha acquisito i diritti grazie allo smisurato amore dei due fondatori per lo stesso Carver.

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