L'eleganza del ricco

29 ottobre 2009


Poteva intitolarsi anche così, questa "provinciale" (parlo come l'autrice) satira sui "ricchi". Che poi non è neanche brutto il libro, è che da fastidio... quindi voglio essere presuntuosa, boriosa e piena di cattivi sentimenti come le sue protagoniste, e per questo farò un elenco.

i difetti:
- le parti che sembrano recensioni di film, libri, musica, quadri... pedante!
- le dissertazioni filosofiche che solo una professoressa in filosofia poteva rendere così insulse e noiose;
- facili giudizi, pregiudizi e una specie di discriminazione costante che i suoi personaggi esercitano mascherandola da franchezza e cinismo: non ci riesce!

i pregi:
- una padronanza linguistica non indifferente;
- l'idea non male;
- i formaggi francesi;
- il ridimensionamento della cucina francese;
- Paloma

Ecco, in pratica è come il giovane Holden: una snob che snobba gli snob... Santo Cielo che frase infelice: M.me Michel sarebbe inorridita!

L'autrice ha un blog molto carino: ci sono foto interessanti. Andate a vederlo.

UP!


Due consigli: primo, se soffrite di vertigini ne soffrirete un po' (tautologia abbastanza ridondante... anche questa è una tautologia, d'oh!!); secondo, senza fare riferimenti espliciti, evitate posti dove sapete che ci sarà per tutto il tempo una combriccola di ragazzini buzzurri che vi darà pedate sul sedile dove siete seduti finché Voi Sapete Chi, magnanimo e minaccioso allo stesso tempo, non si siederà al vostro posto per constatare con ironia che adesso non si sono azzardati a fare un movimento!

In ogni caso, andate a vedere Up in 3D. È fantastico! Fatto di niente quasi, e i buzzurri dietro di noi, nella loro assoluta ignoranza (però avevano anche dei buoni sentimenti, perché alla fine si sono commossi... lo sappiamo perché commentavano tutto!) hanno detto una grossa verità: "Ahò, ma che è un firm muto?". In molti tratti sì, infatti nei primi 30 minuti non viene detta che mezza parola e, al solito, la Pixar ha creato un piccolo gioiellino.

Non hanno sbagliato un colpo, a parte la parentesi di Cars, ma io quello proprio non lo considero.

Personaggi bellissimi, tutti, ma tutti eh! E poi bello da vedere... anche con gli occhiali 3D messi sopra ai tuoi da vista e che ti segano il naso.

L'adulto riflette un momento, eticamente e scientificamente, su una certa cosa che non vi dirò ovviamente... ci si pensa, perché in effetti, cavolo, ma mica eh he, insomma, capito no?

Come dice Colui che Non Deve Essere Nominato, a tratti ricorda Miyazaki e noi lo adoriamo.

P.S. Il corto, come al solito, è carinissimo!

Kafka sulla spiaggia

24 ottobre 2009


Sicuramente un buon consiglio e un libro da leggere. Tuttavia mi ha lasciato poco convinta, ho lasciato decantare qualche giorno e poi ne ho capito il motivo.

È un libro complesso, scritto e sicuramente tradotto in maniera splendida. Tra l'altro ho notato uno stile decisamente affine ad un gusto occidentale, cosa che non ho trovato in nessuno dei pochi autori giapponesi che ho letto. Rimane la ricercatezza per la parola, che dà modo a Murakami di ottenere dei piccoli pezzi praticamente poetici.

Delle due storie parallele, ho apprezzato di meno la parte del racconto di formazione trovando molto più interessante e geniale il personaggio di Nakata. Comunque i personaggi del romanzo sono tutti potenti, non ce n'è uno che si possa dimenticare, neanche le comparse!

Mi ha lasciato un senso di inquietudine, e questa è cosa buona. Mi ha lasciato un senso di incompiuto, e anche questa poteva essere una cosa buona, se non fosse stato per il fatto che questa vaghezza si è concentrata tutta nelle ultime pagine: qui i personaggi perdono mordente, il surreale (fine a se stesso adesso) prende il sopravvento, la filosofia si fa oltremodo spicciola.


Sogno culinario

23 ottobre 2009


Stanotte ho fatto un sogno ben strambo... c'erano tante cose da mangiare, anche queste ben strambe. Ho sognato tre luoghi diversi: casa mia, un'aula di scuola e un posto in un paese in riva ad un laghetto artificiale.

Nell'aula c'erano miei familiari ed annessi, e il cibo (che non ricordo cos'era) era connesso ad una pila di libri.

A casa mia, stavamo tutti su di un tavolo circolare a mangiare un'insalata bianca con troppo olio (con sorpresa di capello) fatta da mia nonna e io offrivo la mia cuccuma di insalata verde personale.

Poi c'era questo posto strano, dove erano radunati gli abitanti di vari posti, forse perché c'era un'invasione aliena, e ci trovavamo tutti intorno ad un laghetto artificiale pavimentato a sanpietrini chiari. Una ringhiera alta di ferro per sicurezza non ha però intimidito tre bambini che si sono catapultati dall'altra parte. Io mi sono subito arrampicata, ma nel frattempo anche il papà di questi bimbi ha cominciato a chiamarli. Loro cercavano qualcosa nell'acqua, probabilmente un gioco, e si divertivano per cui non avevano nessuna intenzione di tornare da noi.

A questo punto vedo una specie di scorpione che si avvicina a riva, assomigliava tanto all'uomo scorpione che sta nel gioco Age of Mythology (che ho appena finito), era grande quanto 2 filoni di pane (a proposito di cibo!), però sapevamo tutti che non era affatto pericoloso. D'altronde mi accorgo della faccia stupita dei bambini, e allora mi viene in mente di spaventarli per farli rientrare e comincio loro a dire "Correte, correte, arriva un animalaccio!" e loro tornano di qua, mentre io rido come una scema.

Un cuoco uccide questo povero animaletto e lo cucina. Vengono servite solo le chele inserite dentro tante piccole scarpe da neonato.

Finalmente ci sediamo a tavola, sì, perché tutto intorno a questo laghetto ci sono file e file di tavoli, come una sagra di paese, e si mangia. Ci portano (non so proprio dirvi chi) delle cose rosa, come fossero involtini e come se sopra ci fosse dello zucchero a velo indelebile. Chiedo cosa sono. Mi risponde un signore ciccione che passa da mangiare ai vicini, e mi dice che sono dei ravioli di formaggio.

Io dico: "Buoni!"

8 ottobre 2009


Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, ho visto un Paese fatto di tifoserie politiche, facce toste da una parte e volontà di tergiversare dall'altra, dove le cose non possono essere chiamate col loro nome per una questione di bon-ton e dove la legge non è uguale per tutti da 50 anni, un Paese dove però ci si stupisce per l'ovvio che qualcuno, dall'alto, un giorno decide di farci vedere;

un Paese fatto di scandali che dimentichiamo dopo due giorni, dove tutto finisce a tarallucci e vino perché ci sono le attenuanti, un Paese dove la faziosità ci da fastidio solo se fatta dalla nostra controparte, perché ognuno ha la verità in tasca e il principio machiavellico il fine giustifica i mezzi è valido solo se il fine è il mio.

La colpa è di tutti, anche la mia che voto scheda nulla dalla seconda volta che sono andata alle urne, anche la tua che non ci vai affatto alle urne, anche la tua che non voterai mai dall'altra parte per una questione di principio, per un'ideologia che non ha più senso;

la colpa è nostra, di chi c'è stato prima di noi, la colpa è di decenni di ruberie, meschinità e impunità, quelle impunità che ci sono sempre state, la colpa è di quello che siamo: un popolo piccolo, provinciale, abbarbicato ai privilegi, abituato alle scorrettezze, fatto di gente avvezza a farsela dietro uno con l'altro, addestrata a coltivare il proprio orticello, educata a combattere a colpi di insulti e di ripicche;

un popolo di pecore che corre dietro a vessilli e stendardi, simboli e ideologie corrotte, che non è in grado di pensare autonomamente ma ha bisogno di qualcuno che lo guidi, ha necessità e urgenza di sentirsi appartenente a qualcosa o non appartenente a qualcos'altro;

un popolo che manifesta e non ha il coraggio, poi, di cambiare le cose, che si riempie la bocca di slogan e frasi fatte, che vuole svecchiare il mondo, distruggere i dinosauri di cui parlava M. T. Giordana, e intanto continua a ingrassarli;

un popolo intelligente, geniale, estroso che in nome del partito si venderebbe la madre, che pratica il bipensiero in tutta coscienza e volontà, che si informa solo sui giornali di partito perché il resto è tutta immondizia...

potrei continuare all'infinito, ma sono stanca, stanca di vedere e sentire gente parlare e discutere in modo semplicistico: istruiamoci, come disse Gramsci, perché solo la cultura, l'abitudine alla responsabilità e alla rielaborazione critica di tutto ciò che ci propinano, ci renderà veramente liberi.

03/10/2009

3 ottobre 2009


Ho comprato un bonsai questa mattina. No, non ho il pollice verde, non so curare le piante e, di solito, non riesco neanche a scorgerne la bellezza. Molto probabilmente mi sono fatta abbindolare, cominciando la giornata in modo degno di un romanzo d'appendice.

Mi regala una foglia di bonsai e le porgo la mano per raccoglierla, a Sabrina. Va in giro con un cestino di vimini e porta con sè cinque o sei alberelli. È una foglia oblunga di ficus benjamin in miniatura. Lo so perché me lo dice lei. Dice anche che sembro una bambinna, ho il viso piccolo.

Tiro fuori la mia mano sinistra, non so per quale motivo, non sono mancina, e lei comincia a tracciare linee sul mio palmo con le dita: vede una L e una S, ci sono due ragazzi che ti vogliono bene, vede la mia rabbia, la mia testardaggine perché c'è qualcuno in famiglia (una famiglia senza sorelle) che vorrebbe consigliarmi ma non glielo lascio fare, il tuo amore tornerà di nuovo, come prima, ti sposerai, sarai felice e avrai due bambini e avrai successo nel tuo lavoro.

Mi ha fatto soffiare sul bonsai, porta fortuna. Mi sono sentita un po' come Romy Schneider ne La principessa Sissi... il che non è proprio di buon auspicio.

È la seconda volta che mi leggono la mano. Tanto tempo fa lo fece il padre di un mio amico, in una delle tante uscite teatrali che facevamo a quel tempo, giovani ed entusiasti. Io ero una bambina e da grande avrei avuto due storie importanti, dei figli (non so quanti), successi sì, ma una vita con parecchie piccole e fastidiose dfficoltà. Risposi che sarebbe stato meglio così: avrei avuto molte più soddisfazioni... a 12 anni avevo già il cervello bacato di una vecchia.

Sì, lo so, è vero, ho circondato l'episodio di un'aura romantica e fascinosa, ma in realtà starete tutti pensando che mi sono fatta fregare come al mio solito.
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