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Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, ho visto un Paese fatto di tifoserie politiche, facce toste da una parte e volontà di tergiversare dall'altra, dove le cose non possono essere chiamate col loro nome per una questione di bon-ton e dove la legge non è uguale per tutti da 50 anni, un Paese dove però ci si stupisce per l'ovvio che qualcuno, dall'alto, un giorno decide di farci vedere;

un Paese fatto di scandali che dimentichiamo dopo due giorni, dove tutto finisce a tarallucci e vino perché ci sono le attenuanti, un Paese dove la faziosità ci da fastidio solo se fatta dalla nostra controparte, perché ognuno ha la verità in tasca e il principio machiavellico il fine giustifica i mezzi è valido solo se il fine è il mio.

La colpa è di tutti, anche la mia che voto scheda nulla dalla seconda volta che sono andata alle urne, anche la tua che non ci vai affatto alle urne, anche la tua che non voterai mai dall'altra parte per una questione di principio, per un'ideologia che non ha più senso;

la colpa è nostra, di chi c'è stato prima di noi, la colpa è di decenni di ruberie, meschinità e impunità, quelle impunità che ci sono sempre state, la colpa è di quello che siamo: un popolo piccolo, provinciale, abbarbicato ai privilegi, abituato alle scorrettezze, fatto di gente avvezza a farsela dietro uno con l'altro, addestrata a coltivare il proprio orticello, educata a combattere a colpi di insulti e di ripicche;

un popolo di pecore che corre dietro a vessilli e stendardi, simboli e ideologie corrotte, che non è in grado di pensare autonomamente ma ha bisogno di qualcuno che lo guidi, ha necessità e urgenza di sentirsi appartenente a qualcosa o non appartenente a qualcos'altro;

un popolo che manifesta e non ha il coraggio, poi, di cambiare le cose, che si riempie la bocca di slogan e frasi fatte, che vuole svecchiare il mondo, distruggere i dinosauri di cui parlava M. T. Giordana, e intanto continua a ingrassarli;

un popolo intelligente, geniale, estroso che in nome del partito si venderebbe la madre, che pratica il bipensiero in tutta coscienza e volontà, che si informa solo sui giornali di partito perché il resto è tutta immondizia...

potrei continuare all'infinito, ma sono stanca, stanca di vedere e sentire gente parlare e discutere in modo semplicistico: istruiamoci, come disse Gramsci, perché solo la cultura, l'abitudine alla responsabilità e alla rielaborazione critica di tutto ciò che ci propinano, ci renderà veramente liberi.

Commenti

  1. senza dubbio può esserci chi è più o meno aperto al confronto e al rispetto delle posizioni altrui e chi più o meno segue la "corrente"... ma idee, opinioni e critiche sono qualcosa di fazioso per definizione proprio perchè concepite ed espresse da esseri umani. solo i numeri, quando non strumentalizzati, "sanno" essere oggettivi...
    detto questo cio che ci distingue dagli altri paesi è solo l'innata incapacità di rispettare leggi e regolamenti..tanto che qualcuno, dall'alto, un giorno decide di legalizzare per se la possibilità di fare cose illegali...

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  2. Il mio, come già ho spiegato a qualcuno, vuole e deve per forza essere un discorso generale. Questo non vuol dire che siamo tutti uguali e tutti pecoroni, per fortuna. Per quanto riguarda le faziosità, non criticavo la loro accezione di parzialità e unilateralità che, come come dici giustamente te, è innata nell'ipinione personale e nella critica. Criticavo il gioco superficiale e la scorrettezza di chi la biasima solo quando fatta da una parte che non ci sta bene e , al contrario, osannarla ed esaltarla quando ci è consona. Abbiamo ciò che meritiamo e questo non vuol dire essersi arresi, perché, come dicevo ad Alessandro, prendere coscienza di certe cose, dell'ignoranza che regna, ad esempio, non vuol dire farlo solo per se stessi, ma anche per quei, forse pochi, che ci stanno intorno. Elisa

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  3. Ciao a tutti,
    sono capitato quì per caso e ho piacere di contribuire a questa discussione.
    Il probema è la fatica. Deleghiamo persone al compito di governarci, e questo è l'impegno sostanziale della nostra vita politica. L'analisi e la critica del loro operato richiederebbe uno sforzo che non siamo disposti a fare.
    A volte, ci alziamo con un certo fastidio intestinale, altrimenti detto rodimento di chiccherone, che non potremmo far passare se non con un certo sforzo, teso generalmente a criticare l'operato degli altri.Sarà più efficace se la critica verrà rivolta al lavoro di coloro che influenzano in qualche modo anche la nostra vita. Ma è naturale che sia molto meno faticoso appoggiare una corrente critica preesistente che dover costruire argomentazioni proprie, basate sull'informazione, sulla ricerca e sul confronto di opinioni divergenti.
    Purtroppo credo però che questa situazione di tranquillità e riposo non durerà aimè a lungo. Stanno finendo sia i tarallucci che il vino!

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  4. http://www.youtube.com/watch?v=EQxTXLSQYRw

    non so se attiene...
    ma non appena ho letto da Anonimo:

    "Il probema è la fatica. Deleghiamo persone al compito di governarci, e questo è l'impegno sostanziale della nostra vita politica. "

    Mi é tornato in mente il vecchio Giorgio...
    Enjoy

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