- Le stelle cadono per colpa di Dio - mi spiegò un giorno Franceschino Morara - perché Dio le appiccica al cielo solo con il vinavil.-

19 novembre 2009


Dice ad un certo punto un bambino, compagno di classe del protagonista e dell'autore. Mi ha ricordato Mommy, a 5/6 anni, che ci chiedeva se la punta di una stella poteva occupare tutto Cantalupo; oppure, sempre a proposito di astri, noi fratelli che credevamo di vedere le impronte degli uomini sulla luna perché così ci aveva assicurato papà, indicandoci le macchie nere dei crateri e degli avvallamenti. Oggi lui nega in modo assoluto. Gli ho dovuto spiegare io che l'ha fatto per scherzare - Non è possibile!- continua a dire, manco gli avessi detto ignorante conta balle.

Non conoscevo il libro. L'ho scoperto un mese fa alla fiera dell'editoria indipendente a Poggio Mirteto e ho avuto immediatamente la curiosità di leggerlo. Mi ha convinto lo stesso autore con i suoi racconti esilaranti: devo dire che è stato più divertente ascoltarlo che leggerlo. Per me ovviamente. Il mio accompagnatore, di cui non farò il nome... Morenito, mentre io sussultavo leggermente in silenzio sulla sedia, se n'è stato a braccia conserte immobile e muto per tutto il tempo.

Penso che valga comunque la pena di leggere questo libro autobiografico che è riuscito a sfuggire al pericolo del sentimentalismo tipico di un certo genere.

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