Regalo n. 1

23 dicembre 2009



Sono sensibile a certe cose. Non mettetemi davanti agli occhi giochi di strategia o avventure alla Diablo perché non mi fermerò finché non avrò visto il fondo.

Secondo me, creano dipendenza. Altrimenti come faccio a spiegare l'intero pomeriggio (e oltre) passato a giocare a Torchlight?

Il gioco è praticamente uguale a Diablo II, solo in 3D e tutto più colorato: non c'è solo marrone, in tutte le sue sfumature, e nero. È carino, è carino.

Però c'è una cosa che non ho mai sopportato: le gemme da combinare!!! Le odio. Sono un impiccio.

Devi correre, accumulare, vendere e ammazzare mostriciattoli, poi sali di livello, acquisisci esperienza, fama, soldini e oggetti... e che fai, una volta che concludi una quest e sei diventato una persona meglio, come dice Elio, ti fermi? Non si può, e allora vai avanti all'infinito, sentendoti anche un po' in colpa perché da fare ne avresti, rispondi al telefono e Voi Sapete Chi ti chiede cosa stai facendo, e tu farfugli qualcosa tipo "'o 'ocando (con colpo di tosse annesso)", ma lui è insistente e continua: "Cosa??" e lì sospiri e rispondi che stai giocando... ancora!

The Mayor direbbe: "Nove sconfinati mondi 3D... che palle!".


11 dicembre 2009


Caro Babbo Natale,
lo sappiamo entrambi che menti, ma quest'anno non staremo a sottilizzare.


La lista delle cose che vorrei sarebbe troppo lunga, e di certo ormai non mi freghi più, non conto più su di te. Del resto, come fare a fidarsi di un ciccione barbuto, vestito di rosso: non sei credibile! E tanto poi non ci hai mai azzeccato. Ricordi la casa di barbie dei poveri? Quella dove le bambole non potevano neanche stare in piedi? Io ti avevo chiesto la casa di barbie superfantastica, di plastica e non di cartone! E ti ricordi Visella, la bambola con la pisella? Meglio fermarci qui.


La verità, caro Babbo Natale, è che sono un po' triste, e vorrei un regalino da te per risollevarmi il morale. Sì, sì, lo so, non ho più l'età pe' 'ste stronzate, come diceva il saggio, sono grande, dovrei pensare a ben altro... ma è proprio questo il punto: ho perso volontà, concentrazione e motivazioni... no, no, non ho fatto un corso di marketing, non sto cercando di venderti qualcosa!


Poi, comunque, non preoccuparti, non sto mica per chiederti 2 chili di silicone per le tette, la liposuzione e il culo rifatto! Lo sai che non sto al passo coi tempi... ma poi insomma, ma che ci stiamo facendo i conti in tasca, suvvia, una persona magnanima come te!


Caro Babbo Natale,
ho iniziato a scrivere questa letterina che avevo qualche speranza in più di adesso, per cui concludo con una fantastica barzelletta emblematica e rinuncio a chiederti qualsivoglia cosa.


Una donna, passeggiando in un bosco, improvvisamente inciampa in qualcosa che, ad una più attenta analisi, si rivela essere un’antica lampada. Come lei inizia a strofinarla, immediatamente appare il Genio.

"Posso avere i miei tre desideri?" chiede la donna, speranzosa.

"No” risponde il Genio. “A causa dei cattivi tempi, della recessione, della crisi, dell’inflazione, etc., oggi come oggi posso esaudire un solo desiderio, dunque, cosa vorresti?”.

Lei prende una cartina geografica (da non so dove) e dice: “Allora vorrei la pace in Medio Oriente. Vedi? Vorrei che questi paesi la smettessero di farsi la guerra.”

Il Genio butta un occhio alla cartina e sbotta:

“Accidenti donna, questi popoli sono in guerra da tempi remoti! Non credo di poterci fare niente. Va bene che sono potente, ma non così tanto. Chiedimi qualcos'altro!”.

La donna ci pensa un pò su e dice:

“Non sono mai riuscita a trovare l’uomo giusto: sensibile e affettuoso, capace di rispettarmi come persona e come donna, che sappia farsi carico della metà dei lavori domestici, che sia un bravo amante e non passi tutto il tempo a guardare lo sport in TV o a leggere quasi esclusivamente i giornali sportivi, che sia intelligente, che si ricordi degli anniversari e che non mi tradisca!”

Il Genio rimane zitto e poi sospirando dice:

“Fammi rivedere un pò quella cacchio di cartina….”

Caro Babbo Natale, ma a Natale, non dovremmo essere tutti più buoni?

Ask the dust

7 dicembre 2009


Per il gioco delle assonanze impossibili, appena letto il titolo originale di Chiedi alla polvere mi è venuto in mente Duffy Duck. Vabbè.

Devo essere sincera, non mi ha entusiasmato. Essenzialmente per lo stile che non mi è consono, a livello puro e semplice di gusto. Questo non significa che non abbia saputo apprezzare certe doti di John Fante, tra l'altro molto ben delineate nel saggio introduttivo di Baricco.

Bukowski l'ha riscoperto, definendolo un dio. Mi pare un po' esagerato, comunque sarebbe interessante leggere la famosa introduzione al libro scritta da lui.

La cosa sconvolgente è che ci mostra le tragedie dell'uomo comune, non c'è niente di romantico in quello che racconta, è tutto così quotidiano, così reale, a volte persino distante. La sofferenza per un amore non corrisposto, è cosa da nulla, capita a tutti, e mica è una tragedia, c'è gente che ha problemi ben più grossi... diciamo così, finché non lo sentiamo sulla nostra pelle, finchè non capita ad Arturo Bandini.

Gli altri sono tutti Vera Rivken.
 
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