Oblivion ovvero oblio

30 giugno 2010


Lettera aperta al Signore Oscuro

Volevo ringraziarti. Grazie, grazie davvero per avermi buttato nella fossa dei leoni con l'inganno.

Mi hai fatto diventare una maga guerriera con le orecchie a punta e la pelle verdognola, ma era ancora troppo poco. Infatti, nelle mie peregrinazioni in un mondo pericolosissimo, mi sono beccata ben tre malattie (nelle prime orette della mia nuova vita) e una di queste, l'emofilia porfirica, mi ha fatto diventare un bel vampiro. Adesso mi tocca bere il sangue dei barboni buttati a dormire dietro le cattedrali, e gridare come un'ossessa quando vedo il sole.

Morrowind era un tabù, il gioco è rimasto imballato per puro timore, comprato per fare colore o per ricordarti dallo scaffale di non fare mai più lo stesso errore. Tu. Ma spingere subdolamente qualcun'altro a farlo è stato fin troppo facile.

E adesso stiamo lì, come 2 allocchi, a tentare di scassinare porte e scrigni, mentre entra il Mistificatore e se ne va sconsolato e incredulo "Ciao, ciao", dice, visto che non stacco il dito da quella cavolo di C.

P.S. Sì, lo so, hai ragione: in realtà il vero istigatore è stato Alukard!!!!

P.P.S. Visto che le disgrazie altrui fanno ridere: l'altra notte ho sognato che mi ricordavo di dover dare delle informazioni al Villano. Dovevo cercare delle carte alla sala... e la sala era diventato un dungeon!


Leviathan

20 giugno 2010


Europa 1914.

"La guerra sta per iniziare. Sei cigolante o darwinista?"

"... nelle vostre macchine da guerra mettete benzina o le nutrite con cibo?"

È un'Europa nel 1914 un po' rivisitata, come dice l'autore "Leviathan è un romanzo di storia alternativa".

Prima di tutto è un romanzo per ragazzi. Purtroppo. Dico purtroppo perché l'ambientazione mi è piaciuta subito, però, a livello di trama e stile, è tutto un po' troppo semplice. Penso sempre, cosa sarebbe potuto uscire fuori se Dante (dove Dante è un'iperbole, attenzione) avesse avuto questa stessa idea? Sicuramente ci avrebbe spiegato meglio la filosofia dietro "le bestie senza Dio" dei darwinisti, e avrebbe risolto problemi imbarazzanti riguardo al funzionamento degli stessi.



I bambini o i ragazzini non si fanno troppe domande. Ed è pure giusto, fino a un certo punto ovviamente. Ma certo è abbastanza difficile, per dire, immedesimarsi nei protagonisti o affezionarsi a qualcuno dei personaggi considerando che non sono altro che stereotipi.

Una considerazione sull'edizione Einaudi (che da poco pubblica romanzi di genere). Quando ho preso in mano il libro ancora imballato ho pensato che la copertina dai riflessi metallici fosse di metallo davvero! Pesa per via della carta usata, quella lucida piena di colla. E ci sono anche le illustrazioni di Keith Thompson. E costa 40 mila lire... lo dico in lire che rende di più!



E comunque, secondo me, qualcuno ha ispirato l'illustratore e l'autore. Guardate bene i disegni e pensate ai darwinisti... chi vi ricordano?

Geralt di Rivia

18 giugno 2010

Ho dovuto metabolizzare. Un poco, mica tanto.

Del resto la Spocchia-caverna è satura delle grida di bruxae, kikimore e drowner dilaniati! Se una finisce di leggere Il guardiano degli innocenti, l'altro fa pratica con The Witcher davanti al televisore HD imprecando contro il nulla e collezionando carte "Strappone che te la danno" (o semplicemente "Carte puttana", da fonte anonima).



Sarà il capello bianco che li accomuna...

Ma lasciamo un momento da parte The Witcher (visto che sono stata derubata del mio account su Steam) per dire due cose sul libro di Andrzej Sapkowski.

Geralt di Rivia, lo strigo, the witcher insomma, è il classico anti-eroe di cui non puoi far altro che subirne il fascino. E infatti, come ogni buon eroe che si rispetti, è attorniato da donne emancipate che cadono ai suoi piedi. Belle e potenti.

La cosa veramente interessante di questi racconti è la rivisitazione delle fiabe in chiave ironica/dark con rovesciamento, molto spesso, di significato (notevole quella de La Bella e la Bestia)... peccato che rimanga, come dire, un po' troppo in superficie.

Poi, signori, ho riso. Già, già. Ho trovato alcuni racconti estremamente divertenti, grazie soprattutto a dei dialoghi veramente piacevoli e ben strutturati... a parte un leggero fastidio quando si usano termini da gergo contemporaneo che rompono l'illusione.

Vabbè, aspetterò con pazienza che Voi Sapete Chi finisca The Witcher, tanto poi c'è Oblivion... "9 sconfinati mondi 3D... che palle!"

P.S. Renfri... dove ho già sentito questo nome?

Minerva e le matite colorate

15 giugno 2010



In fila, alla cassa del supermercato, al solito, Spocchiagirl (ultimamente detta anche Logan) viene attirata dalla parete dei prodotti di cancelleria.

- Guarda che belle quelle gigantesche matite per colorare! - fa notare a Spocchiaman, per un istante tornata bambina.

- Così è più facile fare i conti! - le risponde Spocchiaman senza pietà.

Ahhhh, la razza maschi! Non ricordano cosa hanno mangiato a pranzo, se glielo chiedi tu, ma troveranno ogni occasione per far crollare la tua autostima menzionando quel fatto pseudo-traumatico della tua infanzia e/o età adulta (altresì chiamato figura di merda, scusate il francesismo) che hai raccontato solo mezza volta!

L'orripilante avventura delle matite colorate


7 anni. Cosa sono 7 anni nella vita di un uomo o di una donna? Soprattutto se sono i primi 7 anni.

Sì, a 7 anni leggi i racconti Disney da più di un anno, hai quasi finito di leggere tutte le letture del tuo nuovo libro di scuola, hai razziato tutti i volumi con figure che hai trovato in casa, la maestra di italiano, guardandoti con ribrezzo, ha detto a tua madre che leggi più velocemente di lei... ma i numeri! Tuo padre continua a farti tutti i giorni la fatidica domanda: "7x8?", non capendo che se continua così, 56 sarà l'unica risposta che ricorderai.

A 7 anni è finita l'era dei regoli, i conti si fanno a mente, massimo con le dita. Ma alla maestra hanno detto che le dita sono solo 10?

Ah, ma tu hai Trincello! Te lo ricordi? Lo zaino che pesava 30 kg vuoto perché aveva di tutto: ombrello, impermeabile rosso fuoco superplasticoso che non avresti messo mai manco sotto tortura, ma ti piaceva tanto averlo, 2 ben diversi astucci portamatite... e guarda caso, sotto al banco, durante un compitino in classe di matematica, avevi quello giallo con i bordi rossi dove stavano allineati ben 24 colori più penne e matite: le dita son 10, ma i colori no!

E allora è molto più facile aprire, senza farsi vedere, il fantastico astuccio sotto al banco, e ogni tanto sbirciare per fare 2 conti... ma, ah, ah, ah, ah, ah! la maestra si è accorta, guarda è proprio dietro di te, pronta a dire, davanti a tutti i tuoi compagni: - Ma insomma! Alla tua età, sei l'unica ancora che conta con i colori! -

Tana.

Ma questo non è niente in confronto a

La catastofica avventura della Minerva Atenea


23 anni. Cominciano a sentirsi appena nella vita di un uomo e di una donna. Ma poi, infine, cos'è cambiato? Stai con gli amici ugualmente, non hai più il nuoto come hobby ma da più di 10 anni sei entrata nel gorgo del teatro, giochi lo stesso e, soprattutto, studi lo stesso.

Università La Sapienza di Roma, facoltà di Scienza Umanistiche, Corso di Laurea in Lettere, aula III di facoltà, lezione di linguistica italiana presieduta dal Prof. Tullio De Mauro.

Esce fuori un discorso su Atena, ma come è nata Atena, chiede il professore, eh?, qualcuno sa dirmelo?

Tu lo sai perfettamente come è nata, ma ti guardi bene dal prendere parola. Eppure nessuno risponde, possibile che non dicano nulla nemmeno i più chiacchieroni/smargiassi/fanatici che stanno sempre a blaterare a lezione?

No. Ma il professore non demorde. Ma che cavolo, probabilmente pensate insieme, non è statisticamente possibile, in questa facoltà, che nessuno lo sappia.

- Uscì dalla testa di Zeus. -. Tutti si girano verso di te. Hai parlato. Che diamine, non potevi farti gli affari tuoi come fai sempre? E il professore manco è contento, perché adesso la storiella della nascita di Atena la devi raccontare a tutti... porca vacca!

- Eh, insomma Atena uscì, con tutta l'armatura, dalla testa di Zeus che aveva un fortissimo mal di testa. -

- Sì, ma come? -

- Ah, Zeus si fece ruppere la testa! - Cosa? Che cosa hai detto???!!! L'hai notato anche tu che c'è qualcosa che non va...

- Come, signorina? -

- Si fece ruppere la testa! -

Ma - che - cavolo - hai - detto?! L'hai ripetuto perfino! Ti sei accorta, diamine!

Sei impietrita, il professore se ne torna in cattedra (ché era anche sceso verso di te). Finisce con te che guardi mezza allibita la tua vicina di banco che ti fa: - Oh, ma sei proprio brava, sai un sacco di cose! -

Ehhhhhhhh???????

La domanda che ti fai ancor oggi è, ma avrà fatto finta di niente o, magari, avrà pensato di aver sentito male?



Alcune novità editoriali in uscita a giugno

La seconda breve vita di Bree Tanner

9 giugno 2010


Che vi piaccia o no, che vi faccia schifo o meno, tramite Lipperatura vi mando al sito web dove potersi leggere gratuitamente (ma solo per un mese e in lingua originale) il nuovo libro della Meyer: The short second life of Bree Tanner.

2 libri + 1

7 giugno 2010


Volevamo leggere da tempo Carofiglio, io e il Signore Oscuro, solo perché quando l'abbiamo incontrato al Salone del Libro (del 2009) che parlava di Hugo Pratt l'abbiamo eletto nostro personaggio preferito. Così, visto che è tra i finalisti del premio Campiello, ho comprato Le perfezioni provvisorie e ho incontrato l'avvocato Guerrieri... ma non sono rimasta folgorata.

Poi, contro ogni previsione, in un giorno ho finito di leggere Il profumo di Suskind Patrick. Libro scorrevolissimo, interessante e sollazzo incredibile per una che ha i supersensi!

Ma prima di tutti ho letto La casa di Angela Bubba.

È il libro che avrei sempre voluto scrivere.

Trama pressocché inesistente, un uso della lingua direi sapientissimo per una ragazza ventitreenne, uno stile nuovo e vecchio insieme, dove vecchio non è inteso in senso negativo.

Sì, potrebbe, a tratti, sembrare stucchevole, ampollosa questa sua ricerca linguistica, questo modo di raccontare senza raccontare, ma è un esperimento che promette bene perché è senz'altro riuscito.

Quello che voglio dire è che, senza dubbio, ci sono delle ingenuità nel romanzo perché è pericoloso fare il lavoro che ha fatto l'autrice. Ma il libro è notevole, ed è il miglior romanzo di scrittore italiano contemporaneo che abbia letto da almeno 5 anni a questa parte.
 
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