Il nome del vento

30 luglio 2010


Ho sottratto principesse a re dormienti nei tumuli. Ho ridotto in cenere la città di Trebon. Ho passato la notte con Felurian e me ne sono andato sia con la vita, sia con la sanità mentale. Sono stato espulso dall’Accademia a un’età inferiore a quella in cui la maggior parte della gente viene ammessa. Ho percorso alla luce della luna sentieri di cui altri temono di parlare durante il giorno. Ho parlato a dèi, amato donne e scritto canzoni che fanno commuovere i menestrelli. Potresti aver sentito parlare di me.
Bella quarta di copertina. Sa di epico. Non così la copertina...

Se c'è una cosa che mi ha stupito veramente, e favorevolmente, è l'alto livello di substrato culturale, chiamiamolo così, che emerge dal libro... come al solito ho bisogno di dare spiegazioni, di autotradurmi. Inizio con alcuni esempi.

Si parla di musica, recitazione, canto, fisica, psicologia, chimica, sempre con cognizione di causa, ma, cosa fondamentale, mai con pedanteria o intento didascalico. Raccontare un evento, o mettere in bocca a qualcuno dei personaggi un concetto e sentirlo davvero di quel particolare mondo, pur essendo, ad esempio, un concetto della fisica moderna, è illuminante. Non so dirvi bene la sensazione che mi lascia, ma è il piacere tutto pseudo intelletuale (da spocchiosa fallita e presuntuosa) di riuscire a scorgere per un pochino il processo di scrittura dell'autore.

Lo stralcio più banale, in tal senso, è quello sulle porte della mente, che ci spiega i diversi processi di assimilazione del dolore dove, alla fine, ci mostra in modo inequivocabile tutti i sintomi dello stato di shock emotivo.

Dunque filosofia e magia, in questo mondo, sono strettamente legate alla scienza come noi la conosciamo, e questo ci piace;

l'attenzione alla sfera linguistica rimane un po' superficiale, ma il concetto dell'importanza dei veri nomi delle cose ci piace;

gli Edema Ruh, popolo di attori, musici e saltimbanchi girovaghi, dotati di una finezza culturale non indifferente, nel quale nasce e cresce Kvothe, il nostro protagonista, ci piacciono: voglio dire, quanti eroi fantasy hanno nel loro background un'educazione artistica?

Non a caso, dato il condensarsi di questi elementi soprattutto nella prima parte, trovo che l'inizio del racconto di Kvothe sia il migliore di tutto il libro.

Le 2 cose che non mi hanno convinto del tutto (e qui mi dispiace contraddire G2) sono l'Accademia e la trasformazione dell'autore in master... in alcune parti, fortunatamente abbastanza rare, si percepisce troppo la struttura del gioco di ruolo e, secondo me, non è un punto di forza, come sostengono molti. Un romanzo è cosa diversa, deve essere cosa diversa.

L'Accademia. È un posto bellissimo, ma ammettiamolo, pur nella sua diversità, ricorda Hogwarts. Non solo per la struttura a campus, quanto per le relazioni che il protagonista instaura fin da subito all'interno di essa: c'è l'insegnante infame e il rampollo/collega acerrimo nemico del protagonista. Ma le analogie finiscono qua.

Aspetterò il seguito, visto che man mano che andavo avanti con la lettura delle oltre 800 pagine, mi accorgevo con sgomento che non sarei riuscita a scoprire altro, e che avrei dovuto attendere pazientemente alla Pietra Miliare con Bast e Cronista.




... te ne saremo eternamente grati

23 luglio 2010


Diciamo la verità: Toy Story 3 ci ha commosso... magari non è l'aspetto più rilevante del film, ma per abbattere ben 6 supereroi contemporaneamente ce ne vuole!

Prima di tutto, per chi ancora deve vederlo, un consiglio: il 3D è assolutamente irrilevante.

Poi volevo chiarire 2 punti fondamentali. Il primo riguarda l'ancestrale e atavico odio per la Disney. Che ancora devo capire. Mi spiego meglio: si sa, che un certo tipo di persone e personalità moderne, alternative e intelletual(oid)i schifano il marchio Disney come una cosa cattiva e ingiusta. Non piace perché è una multinazionale, sono pieni di soldi e troppo potenti, di conseguenza i loro lavori sono merda. Un ragionamento che non fa una piega, non trovate?

Per farla breve: a me non frega un emerito nulla di quanti soldi ha la Disney, di quanta fetta del mercato ha etc etc... io guardo il lavoro, e se nel lavoro finale complessivo di una multinazionale del genere trovo solo pochissime pecche e una qualità a dir poco eccellente, posso dire a ragion veduta che adoro la Disney.

Per farla ancor più breve: i pregiudizi sono sempre inutili.

Il secondo punto che volevo chiarire riguarda le posizioni delle femministe d'America sul film. A parte un'infelice battuta sui giocattoli "da femmina" (che comunque è messa in bocca a uno dei personaggi cattivi), dov'è tutto questo sessismo e questa omofobia di cui sarebbe pregno il film?

Il film è bello, divertente, commovente, duro a volte, una sceneggiatura senza mezza sbavatura (come nei primi due, del resto) e pieno di citazioni (ne dico solo una solo una: c'è il pupazzo di Totoro! Ma, più che una citazione, questo credo si tratti di un omaggio).

La voce italiana di Woody, però, proprio non mi va giù! Eppure, come dice Voi Sapete Chi, ormai ci siamo affezionati anche a Fabrizio Frizzi: il Woody che conosciamo, è lui.

Il corto, come sempre, è carinissimo. Molto romantico, direi. Forse, stavolta, manca quell'umorismo esilarante che ha caratterizzato gli ultimi.

Da vedere. E rivedere tutti e tre!

La cucina del Signore Oscuro 1

21 luglio 2010

Riso dal libro di cucina di Voi Sapete Chi



Ingredienti per 4 persone

400 gr riso basmati o thailandese (noi lo preferiamo perché è profumatissimo)
2 uova
100 gr prosciutto cotto (una fetta)
200 gr mozzarella
burro
parmigiano


Fate cuocere il riso al vapore (che non è pilaf, la cottura pilaf è un'altra cosa, ho scoperto!): mettete in una pirofila il riso e copritelo con l'acqua, aggiungete un po' di sale e mettete il coperchio. Per questa quantità, il riso cuoce in circa 15-20 minuti a fuoco basso che va alzato negli ultimi minuti di cottura, con coperchio sempre chiuso.

Mettete il riso cotto e ancora caldo in un recipiente, aggiungere il burro fuso, le uova crude, la mozzarella e il prosciutto cotto tagliati a dadini. Mescolare e aggiungere, infine, il parmigiano.

Semplice, no?

Luglio col bene che ti voglio...

20 luglio 2010


È un luglio troppo caldo anche solo per accendere il computer. La Spocchia-caverna dalle 14 alle 19 diventa una Spocchia-sauna e da 2 settimane le funzioni vitali dei suoi abitanti sono diventate quelle del bradipo.

Il comodino della camera è oberato da una pila enorme di libri che arriva fin sul soffitto: il pomeriggio si legge una cosa, la sera un'altra, la notte un'altra ancora... ogni tanto cadono creando un effetto terremoto non indifferente, considerando la presenza di 2 mammut.

Insomma, a parte il fatto che Mr. Darcy si è imposto prepotentemente in questi ultimi giorni (come succede almeno una volta l'anno e non è mai un buon segno) e che ho una colonia di alien dentro di me, tutto procede come sempre...

Voglio fare una carrellata, un elenco, una lista. Vediamo cosa ne esce fuori.

Beautiful Malice. Il caso editoriale dell'anno! Ogni anno ci sono centinaia di casi editoriali dell'anno, ne ho già letti alcuni... vabbè. Indegno di nota, se devo dire la verità. E il succo sta tutto nella definizione di questi romanzetti: young adult. Ma che vor dì?! Eppure il mondo ne è pieno, negli ultimi tempi, pieno di pagine su adolescenti e pre-adolescenti (ancora etichette!) problematici alle prese con sesso, droga e no, niente rock and roll, bensì vampiri. Beatiful Malice in particolare è la storia, tutta terrena, dell'amicizia tra due ragazze. Come Acciaio, il fantomatico e famigerato romazo della Avallone che avrebbe dovuto vincere il premio Strega. Noioso. Stile semplice e neanche male devo dire, ma che palle!

Poi, siccome mi ero stancata, ho deciso di leggere un libro adult adult, Se fosse tutto facile, la storia cinica, disillusa e matura di un amore di coppia raccontata dalla voce di un uomo. E del tutto inverosimile. A parte l'immagine orrorifica del protagonista/narratore che piange con le canzoni di Claudio Baglioni, ma vi pare realistico questo:

"Quello che nessuno mi aveva detto è che *** è una ragazza incredibilmente, pazzescamente brutta. Sia chiaro, io sono un cultore delle imperfezioni femminili [...]. Perché, se c'è una cosa che mi piace, è proprio scoprire la bellezza nascosta in una donna."

Ehhhhhhhhh??????????????!!!!

Ah, già! L'autrice è donna.

Fortunatamente il cinema ci da altre soddisfazioni. L'Home Cinema, però. Se compriamo un film fanfarone e ci aspettiamo di vederlo, lo vediamo. Vedi Van Helsing in Blue -ray (detto tra parentesi, letteralmente, da quando ho scoperto il blu ray, la mia miopia è diventata un nonnulla!)
- Ahhhhhhh, è una cagata, un'americanata!!!!! - ha gridato Spocchiaman - Tu lo vuoi vedere solo per Hugh Jackman!- E te pare poco! Ma attenzione, signori, non è solo per una questione estetica, io con lui, ho scoperto che l'uomo perfetto, a chiacchiere, esiste!



Il film è un'americanata carina, doppiata, molto stranamente, non bene, quindi da vedere assolutamente in lingua originale (anche per non perdersi i fantastici accenti rumeni). Come non avrebbe senso, del resto, vedere doppiato un film come Inglorious Basterds. Attori strepitosi, davvero, soprattutto Christoph Waltz, osannato a ragione. Dico, con molta cautela stavolta, che non è il miglior film di Tarantino ma, senz'altro, è il film che segna un qualcosa... non so esattamente cosa, ma mi pare così, e in effetti, ormai, si autocita...

P.S. A me questo arancione comincia a stufarmi. A voi?

Alcune novità editoriali di luglio

 
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