American Vampire

She's a maniac

Dopo la parentesi Pilates, la fissa per Single Ladies, il Flash Mob di Waka Waka e lo Step Dance del Wii, ecco a voi un nuovo metodo per sentirsi totalmente incapaci, mantenersi in forma (?) e rispolverare quei 4 movimenti che avevate imparato anni or sono e che hanno stroncato sul nascere la vostra carriera da Mata Hari.




Questo è solo un esempio, ma le fantasmagoriche gemelline Neena e Veena vi apriranno un mondo!

... credo che le coreografie di Bollywood saranno la prossima mania (prossima??!). Vi aspetto, e voi sapete a chi è rivolto!

Conan

10 agosto 2010

... che non è Conan il barbaro, ovviamente.

Miyazaki dice sempre le stesse cose da più di trent'anni, ma le dice sempre bene!



E un omaggio nostrano:




Jiro Taniguchi

Premessa: lasciam fuori il fumetto d'autore...

Senza sensi di colpa, posso affermare con lucidità di non essere tipa da fumetti. Non riescono a farmi lo stesso effetto benefico e duraturo dei libri.

Non sopporto gli americani, a parte l'idea madre dei supereroi, poiché adoro i supereroi... ma riuscire a trovare interessanti albi come quello mondano e gossipparo sul matrimonio di Tempesta è troppo difficile. Parlo di Marvel, ovviamente: nella Spocchia-caverna troverete solo quelli, per cui, a ragion veduta, non può chiamarsi Spocchia-caverna... bisogna rimediare.

Gli italiani... che dire, la Disney non l'apprezzo più come una volta; la Bonelli pure, ho provato a comprare altri albi tipo Julia o Dampyr, perfino Demian, ma la verità è che il nostro vero eroe, Dylan Dog, ci ha rotto le balle!

Per i manga dovrei fare una lunga, anzi breve lista di fumetti o autori dei quali mi sono a dir poco innamorata. Uno di questi è Jiro Taniguchi. Avevo letto L'uomo che cammina, e ne ero rimasta affascinata. Ora, il termine "leggere" è quantomeno incompleto visto che ci saranno, in tutto il volume, sì e no 20 balloon, e che seguiamo semplicemente la giornata di un uomo qualunque che cammina per la città.

Ultimamente mi son ritrovata tra le mani In una lontana città, forse meno poetico de L'uomo che cammina, ma che riesce sempre a trasmettere quel retrogusto amarognolo che lasciano le delusioni della vita, sempre in modo delicato, quasi impalpabile.

Adesso voglio leggere Gourmet, che però, a quanto pare, è introvabile. Anche per vedere fino a che punto si spinge il tratto curatissimo e dettagliatissimo di Taniguchi. Dicono che Gourmet faccia venire l'acquolina in bocca.

Ciao nonna!

Alcune novità editoriali di agosto

Il fiore dell'età: cinquant'anni

2 agosto 2010


Leggere i sudamericani è come aprire la porta di una veranda su un giardino caraibico: sento sempre il profumo della famosa magnolia del dott. Juvenal Urbino, quella in cui si appollaiò il pappagallo impudente.

Considerando che anni dopo la lettura del romanzo di Marquez, che rimane uno dei miei libri prìncipi, ho scongiurato nella realtà, come una superstiziosa d'altri tempi, la replica della tragedia del dott. Urbino, penso si possa comprendere l'impatto emotivo della magnolia:

nella vana ricerca di un pappagallino scappato dalla sua gabbietta, Spocchiagirl e Voi Sapete Chi si imbatterono in un'enorme magnolia dove si ipotizzava fosse andato a finire il pappagallo.
- Servirebbe una scala! - dichiarò il Signore Oscuro. In quel momento Spocchiagirl ebbe un flash infausto e, trasformandosi per un momento nella sua acerrima nemica Spoilergirl, cercò di dissuadere Colui Che Non Deve Essere Nominato snocciolandogli l'intero antefatto de L'amore ai tempi del colera. Voi Sapete Chi si lasciò convincere facilmente, anche perché ci sarebbe voluta una scala telescopica per ritrovare l'uccello... (ok, questa era degna della Regina dei Doppi Sensi, ma è che mi vengono così, poi mi tocca lasciarle scritte!).

Comunque, volevo parlarvi di un peruviano e non di un colombiano e precisamente di Mario Vargas Llosa e del suo La zia Julia e lo scribacchino, consigliatomi dalla Mente Cattiva.

Come dicevo all'inizio, ho un debole per la letteratura sudamericana, anche per quel modo particolare di sdrammatizzare fino a rendere grotteschi i fatti più cruenti. In questo romanzo non ci sono grandi tragedie, e le uniche che si consumano sono quelle dei romanzi radiofonici di Pedro Comacho (lo scribacchino? perché potrebbe essere anche il protagonista/alter ego dell'autore... no?), prolifico e instancabile produttore di plot che diventeranno sempre più inverosimili fino a diventare del tutto surreali, in un groviglio di intrecci e nomi, dove l'unica cosa certa rimarrà solo il fiore dell'età, e cioè i cinquant'anni, e che farà impazzire tutti gli ascoltatori.

Le storie di Pedro Comacho sono intervallate (o è il contrario?) dalla storia del protagonista, dalla marcata connotazione autobiografica.

Ve lo devo dire che mi è piaciuto? È superfluo, direi.

Se volete approfondire e avere più dettagli, andate QUI: è piaciuto molto anche a una persona che conosciamo bene!



In My Mailbox


Signori, volevo parlarvi di una simpatica e interessante iniziativa nata da poco: in my mailbox.

Ogni sabato, i blog aderenti al progetto, pubblicheranno un post dove si mostreranno i contenuti delle cassette delle lettere: libri ricevuti dalle case editrici, anteprime, volumi acquistati, gadget, segnalibri e quant'altro riguardante il mondo dell'editoria e della lettura.

QUI trovate il sito ufficiale dell'iniziativa.

Mentre qui sotto potete già leggere i post del primo sabato delle blogger (per il momento son tutte donne!) che hanno aderito e lanciato il progetto:

L'ora del libro

Sognando Leggendo

Living for Books

The Book Lover

Diario di pensieri persi

L'arte dello scrivere... forse

House of Books

 
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