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36 x 1,65


Ho letto questo libro in anteprima, uscirà fra qualche giorno in libreria.

Questo è il secondo romanzo della Giunti Y che leggo (vedi precedentemente The Giver), e devo dire che sono rimasta sorpresa.

Anche Wintergirls di Lauri Halse Anderson è un romanzo per adolescenti, ma anche qui l'autrice parla di argomenti scomodi. E reali.

Intendiamoci, la storia di Lia, diciottenne con gravi disturbi alimentari, non è una storia vera. Sono milioni di storie vere.

Leggere la fatica del suo corpo, del suo cervello, l'abnegazione e la sofferenza, i sotterfugi e le menzogne, tutto per arrivare alla perfezione, alla vera essenza, al fine ultimo: 36 kg x 1,65 m.

Non ci risparmia niente il libro, non evita di scandalizzare con immagini oscene di gole e dita scorticate, di stomaci crepati, reni in pensione e cervelli andati.

Ma quello che soprattutto dice il libro è che si guarisce e che bisogna vedere i nostri figli, guidarli e cercarli.

Sono stata un po' drammatica, credo. Sarà che iniziare a leggere una storia del genere quando si salta un pasto per uno stupido malumore ti fa sentire assolutamente sciocca e ridicola.

Una parola per l'oggetto libro: adoro questo formato!



Commenti

  1. Libro interessante, si direbbe: quasi un manuale per l'autoeducazione delle adolescenti!
    Speriamo non si tramuti in un mezzo sfruttato dai genitori per dire "tiè, leggi questo che ti spiega come vai a finire se continui a fare la stupida!"...ed io ne so qualcosa (per altri versi, ma con lo stesso principio)...Ora, non è detto che poi sia un gran male tutto ciò: in fondo ci sono, ci sono stati, ci sarano sempre genitori incapaci a dialogare con i propri figli. Se un libro può aiutare, ben venga.
    Tuttavia, non sono arrivato al dunque: la frase che mi ha spinto a commentare è quel tuo "bisogna cercare i figli", poichè troppo spesso capita che li si "cerchi" prima di averli, li si "trovi" durante lo sviluppo, li si "studi" durante la giovinezza e poi li si "attenda" (o "rimpianga"...) in età adulta. La prima fase è la sola buona.

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  2. Non credo che avrò mai il coraggio di leggerlo data la mia esperienza con l'anoressia durante l'adolescenza (lo so guardandomi ora non si direbbe ma sono riuscita ad essere anche un mostro fatto di pelle ed ossa tanto tanto tempo fa). C'è da dire che da allora non sono più riuscita ad avere un rapporto normale con il cibo. Ma la gravidanza quantomeno mi ha permesso di accettarmi per la strafiga che sono ora :p

    Io ricordo che i miei genitori, dopo una prima fase in cui non ci sia accorge di cosa sta succedendo, hanno cercato di fare di tutto. Per me loro erano il nemico. Erano quelli che volevano farmi ingrassare. E quindi li odiavo profondamente. Un genitore non sempre riesce a salvare i propri figli e non sempre seguendo i metodi che sembrano più ovvi. Credo che la cura migliore sia evitare di finirci dentro e l'unico modo è avere un'autostima tale da fregarsene del proprio aspetto. Ma un adolescente con tanta autostima devo ancora conoscerlo...

    Arianna

    RispondiElimina

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