"Dicono che le donne sognano i propri cari in pericolo mentre gli uomini sognano di essere in pericolo loro"

30 ottobre 2010

Attenzione, questo post potrebbe contenere troppe allusioni alla trama (se si può parlare di trama)...

Non ho amato molto la struttura de La strada di C. McCarthy e neanche il cambio di registro troppo repentino tra il colloquiale e il quasi aulico in alcune descrizioni, ma ho trovato tutto ciò estremamente funzionale per descrivere la paura, l'orrore, la miseria. E paradossalmente (o forse no) è proprio il non detto a suggerirci le immagini e i concetti più forti e terribili.

Ci sono stati pochi libri che mi hanno lasciato la stessa sensazione di desolazione e depressione dopo averli letti. Uno di questi è L'amico ritrovato di Fred Uhlman: sono racconti diversi, romanzi completamente differenti, ma sia la storia dell'amicizia nella Germania nazista, sia quella del rapporto tra padre e figlio in un futuro post-apocalittico raccontano di una sofferenza silenziosa e solitaria davanti all'orrore di un'umanità devastata.

Quel milione di morti per cui, per Hans/Uhlman, non si può soffrire li ritroviamo anche qui, persi nel ricordo di un padre che non può permettersi il lusso di riannodare frammenti di memorie ormai perse o quello di provare compassione per l'altro che non sia suo figlio. La sua stessa sopravvivenza è per il figlio, in un mondo dove perfino la morte è un lusso, una soluzione da accogliere a mani giunte, come direbbe Amleto.

Ma questi due personaggi, padre e figlio, sono troppo ancorati all'idea di uomo nel suo significato più alto per potersi destreggiare, anche con finta serenità, in un mondo perduto.

E quel fuoco, che in tutti i modi tentano di conservare dentro di loro, è l'amore per i congiunti, l'amore per il prossimo, l'amore per i più deboli, l'amore per la civiltà che, in alcuni passi, il padre è costretto ad abbandonare purché il figlio viva, purché non debba lui sobbarcarsi il peso di rinunciarvi.

Titolo originale: The road
Autore
: Cormac McCarthy

Anno
: 2010

Super ET
pp. 220

€ 12,00

ISBN 9788806202750
Traduzione: Martina Testa

«Ce la caveremo, vero, papà?
Sí. Ce la caveremo.
E non succederà niente di male.
Esatto.

Perché noi portiamo il fuoco.
Sí. Perché noi portiamo il fuoco».




The dark knight

29 ottobre 2010

Il cavaliere oscuro
Titolo originale: The Dark Knight
Nazione: Stati Uniti
Anno produzione: 2008
Durata: 152'
Regista: Christopher Nolan
Interpreti principali: Christian Bale, Gary Oldman, Heath Ledger, Michael Caine, Morgan Freeman, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhall, Eric Roberts
Curiosità: le riprese e il formato IMAX



Devo citare il Signore Oscuro, che in realtà ha citato me: un buon film, per metà lo fanno gli attori.

Ovviamente 'u poru Heath Ledger è davvero moooolto bravo: è un realistico psicopatico megalomane Joker... ma credo che, se non fosse morto i critici se lo sarebbero cagato ben poco.

Ad ogni modo il Batman e il Bruce Wayne di Christian Bale quasi scompaiono di fronte a lui, e credo che succeda questo anche con Harvey Dent. Però, rivedendolo in lingua originale, mi è venuto in mente che non fosse solo un problema di capacità attoriali. Nel senso, a me Christian Bale continua a non piacere, ma penso che la sceneggiatura abbia proprio preferito questi due comprimari al protagonista.


Spoiler Alert!!
Del resto mettere nel film ben 2 cattivi, non è cosa da poco. E sinceramente vedere quanto poco Harvey Dent ci metta a diventare Two Face è quasi imbarazzante... insomma, va bene la follia (che è un po' il leitmotiv del film) o la rabbia, ma in 5 secondi da superbuono non puoi diventare superstronzo senza scrupoli!

In conclusione, il film rimane un bel film di supereroi, anche se ancora non ho capito se infilarci tutta quella roba (trame e sottotrame) abbia giovato o meno al film.

Per il resto Gary Oldman fa il suo porco lavoro, così come Morgan Freeman, ma Michael Caine credo un po' di più.

P.S. Ok, questo post è stato scritto in modo quasi indegno, ma andavo di corsa. Magari ci capiamo lo stesso. Bye.

Il mio nuovo angolino verde

28 ottobre 2010

Foto del Signore Oscuro


Foto del Signore Oscuro

Nonché secondo e ultimo, per la gioia di Colui Che Non Deve Essere Nominato (ché sapete, i fiorellini, quando lui passa, appassiscono). Del resto lui e Intolleranza Maxima ricordano ancora con una punta di orgoglio il cactus morto a Faeria...

Anche io ho iniziato con dei cactus, donati gentilmente da Iron Woman: "Tanto a questi non gli devi fare niente, crescono benissimo da soli!" mi ha detto invitandomi a guardare la sua collezione di 1 milione e 300 mila esemplari di cactus da vaso. E infatti stanno fuori e li ho annaffiati solo una volta. E ancora non sono morti!!!

Quindi, siccome sono passata di livello, ho deciso di comprare una nuova piantina grassa e lo Spathiphyllum che fa i fiori bianchi. Poi, avendone perso il controllo per qualche giorno, ho notato come alcune piante che crescevano spontanee nel luogo di nascita di Voi Sapete Chi, abbiano trovato posto nell'angolino.

Quanto dureranno? Si accettano scommesse.


Vampirla

27 ottobre 2010


In realtà non avrei neanche dovuto parlarne, ma tant'è...

Prima di tutto complimenti alla Newton Compton per il "packaging", non bellissimo ma sicuramente accattivante, complimenti per la grande aspettativa creata.

Ora, io, leggendo solo i primi 3 volumi della saga (e sto!) ho enormemente rivalutato lo stile "harmony" di Charlaine Harris nel ciclo di Sookie Stakhouse, perché almeno nei suoi libercoli succede qualcosa!

Ho rivalutato Stephenie Meyer e la saga di Twilight perché almeno lì viene raccontato il turbamento di un'adolescente sotto un sacco di metafore ad effetto...

Ma, invece, la signora con l'unicorno, che cavolo voleva dire? Dove sono i personaggi, anzi chi diamine sono? C'hanno il cartellino: la strafiga antipatica, l'amica stronza, l'ex/amico innamorato che farebbe qualsiasi cosa, il vampiro buono, il vampiro cattivo, il vampiro a metà strada...

Ho capito perfettamente gli autori della serie tv: molto liberamente ispirata, fortunatamente.

Tralasciamo del tutto i commenti sul modo in cui è scritto, citando solo Les Grossman: "No, sul serio: una scimmia monca avrebbe fatto meglio!".

1. A robot may not injure a human being or, through inaction, allow a human being to come to harm.

26 ottobre 2010


2. A robot must obey any orders given to it by human beings, except where such orders would conflict with the First Law.

3. A robot must protect its own existence as long as such protection does not conflict with the First or Second Law.

Ateo convinto, a quanto pare Asimov avrebbe attinto al suo background cultural religioso molto più di quanto potremmo pensare. In questo senso è molto interessante la prefazione ad Abissi d'acciaio di Giuseppe Lippi che scambia, senza un sostanziale cambiamento, la parola robot nei titoli delle opere di Asimov con la parola golem. Insomma, se dicessimo Io, Golem anziché Io, Robot quanto ci sarebbe di diverso? Senza parlare di quanto, in particolar modo in questo libro, sia presente la Bibbia, a cominciare dal nome del protagonista.

Stilisticamente parlando il libro è leggero, scorrevole e (opinione mia) molto meglio dei racconti. Ora, dovrei aprire una parentesi infinita sul genere fantascientifico (magari fatelo voi nei commenti), ma mi limiterò a dire che l'effetto generale su di me è freddezza. Forse mi faccio prendere un po' troppo dalle ambientazioni, ma così è: ho iniziato a leggere Neuromante 2 volte e non l'ho mai finito, lessi da ragazzina una collezione di Urania di mia nonna per noia e quello che ricordo è solo una pallina di un elemento strambo che nessuno riusciva a sollevare (come la cacca di Mordicchio), ho finito Io, Robot ma non mi ha entusiasmato, con Philip K. Dick è andata meglio ma il genere non è dei miei preferiti.

Eppure non posso dare un giudizio negativo, perché tra l'altro è evidente come questo romanzo faccia parte di un quadro generale più grande e complesso. E poi non si possono non amare le leggi della robotica con tutto quello che si portano dietro.

Non c'è niente da fare: più un mondo fantastico è regolamentato da categorie che conosciamo, più ci attrae.


Editore: Mondadori
Anno:
1995

Collana:
Oscar bestsellers
Pagine:
266
Prezzo:
9.00 €
ISBN:
978880440304
Traduzione:
Giuseppe Lippi

Svedese è meglio

23 ottobre 2010




Causa Ikea e altre robe casalinghe, il blog langue. In realtà ci sono tanterrime cose da dire:

- Asimov
- Lisa J. Smith
- il mio nuovo angolino verde
- trucco e parrucco matrimonio (con esito trucchi Benefit)
- trucco e parrucco Halloween
- World of Warcraft (?)

Ce la posso fare.

Iron Man 2

12 ottobre 2010


Mmmmmmmmmmmmmmm, no.

La sceneggiatura regge poco, Robert Downey Jr. costretto a dire delle cose improponibili, una Pepper Potts insopportabile, una Scarlett Johansonn che sta lì solo per infilarsi una tutina magnifica alla fine, Mickey Rourke direttamente uscito da The Wrestler, 2 scene d'azione su 2 ore di film che ne sembrano 4...

Certo, poi Iron Man è Iron Man e Robert Downey Jr, al solito, è superlativo, ma questo film non vale il primo.

In principio fu un'indigestione di gamberetti

9 ottobre 2010

Per lo meno così narra la leggenda: Dracula sarebbe nato dall'imbarazzo di stomaco di Bram Stoker. Da incubo personale si è trasformato in ossessione collettiva (tralasciando la notizia sconfortante dei giovanissimi americani che hanno preso a succhiarsi il sangue tra di loro... imbarazzante!), visto che ancora oggi è il momento d'oro del vampiro.

La domanda, sciocca e inutilmente speculativa, è: perché?

Per quanto mi riguarda, non è solo per il 3x2 da Fnac o per le superofferte da Expert, dove ti tirano dietro i libri, che continuo a comprare saghe vampiresche sempre più avvilenti.

Il Nerdvana, al momento attuale, potrebbe tranquillamente avere una sezione esclusivamente dedicata ai vampiri che farebbe invidia a qualsiasi biblioteca: da Polidori a S. Meyer, passando per 2 capisaldi del genere, Dracula, appunto, e Intervista col vampiro, senza dimenticare saggi, giochi di ruolo, film e serie tv...

E proprio da una serie tv scaturisce tutto questo mio parlarmi addosso, degno del miglior Donny. Sto parlando di The Vampire diaries che, a parte 3 difetti
1. dallo stesso creatore di Dawson's creek
2. protagonista insensato che in confronto al suo "antagonista" (e Santissimo Sacripante, per motivi assolutamente superficiali, non si può far altro che tifare per lui!) fa pena


3. eccessiva lentezza in alcuni punti
lo considero carino e accettabile, vampirescamente parlando.

Ah, pardon! Ho dimenticato un altro difetto/nondifetto (è come il tessuto/non tessuto): è ripreso da una saga in 7 volumi (forse 8) della prolifica L. J. Smith che, ovviamente, HO DOVUTO comprare.

Comunque, tornando al discorso d'origine, mi sono posta questo sciocco quesito perché ho letto da qualche parte sul web (purtroppo ora non ricordo, ma rimedierò) l'interessante analogia tra vampiro e supereroe.

Insomma, il vampiro ci affascina come figura romantica di mostro o perché possiede tutti gli attributi del supereroe, a cominciare dalla forza sovrumana? Io dico che oggi, la seconda opzione è la più valida. Probabilmente, all'origine del mito (non sto parlando di quello folkloristico/religioso ma di quello squisitamente letterario) sono stati altri fattori a decretarne il successo.

Penso alla forte carica sensuale e sessuale, quasi velata, allegorica comunque, che diceva o suggeriva tutto senza doverlo dire, in un periodo dove l'interpretazione dei sogni operava per individuazione di censure (sto banalizzando e citando Freud perchè sempre nella stessa fonte si parlava di una lettura freudiana della figura del vampiro, ma in verità non in questi termini: riguardava "l'ancestrale paura della morte" - questa era per Flaviuzz e The Mayor -);

penso, come detto in precedenza, alla figura del mostro rivestita di aura romantica, al fascino del villain gentiluomo, nobile d'altri tempi; penso al richiamo bohémien della ricerca del piacere Ma il vampiro sempre assassino rimane.


Oggi il vampiro è veramente un supereroe, e dal film Bram Stoker's Dracula (dove poi Coppola tanto fedele non è stato, avendo inserito una storia d'amore bellissima e struggente ma filologicamente non esatta, e comunque, dovrei aprire altra parentesi, grandissimo merito a Gary Oldman che è il Dracula dei miei sogni!) fino ad arrivare al famigerato Twilight, il vampiro è mosso prima di tutto da un sentimento alto e nobile come l'amore, che fa sì a cazzotti con la fame, ma non ne compromette l'autenticità.

E quindi, vampiri innamorati, vampiri zerbini (ma non era anche così tra Louis e Claudia in fondo?), vampiri sbrilluccicosi, vampiri porno, c'è solo una cosa che non va: l'eccessivo buonismo fa perdere 10 punti.

Infatti Bill Compton e Stefan Salvatore non li sopporta proprio nessuno.

Novità di ottobre

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