In principio fu un'indigestione di gamberetti

9 ottobre 2010

Per lo meno così narra la leggenda: Dracula sarebbe nato dall'imbarazzo di stomaco di Bram Stoker. Da incubo personale si è trasformato in ossessione collettiva (tralasciando la notizia sconfortante dei giovanissimi americani che hanno preso a succhiarsi il sangue tra di loro... imbarazzante!), visto che ancora oggi è il momento d'oro del vampiro.

La domanda, sciocca e inutilmente speculativa, è: perché?

Per quanto mi riguarda, non è solo per il 3x2 da Fnac o per le superofferte da Expert, dove ti tirano dietro i libri, che continuo a comprare saghe vampiresche sempre più avvilenti.

Il Nerdvana, al momento attuale, potrebbe tranquillamente avere una sezione esclusivamente dedicata ai vampiri che farebbe invidia a qualsiasi biblioteca: da Polidori a S. Meyer, passando per 2 capisaldi del genere, Dracula, appunto, e Intervista col vampiro, senza dimenticare saggi, giochi di ruolo, film e serie tv...

E proprio da una serie tv scaturisce tutto questo mio parlarmi addosso, degno del miglior Donny. Sto parlando di The Vampire diaries che, a parte 3 difetti
1. dallo stesso creatore di Dawson's creek
2. protagonista insensato che in confronto al suo "antagonista" (e Santissimo Sacripante, per motivi assolutamente superficiali, non si può far altro che tifare per lui!) fa pena


3. eccessiva lentezza in alcuni punti
lo considero carino e accettabile, vampirescamente parlando.

Ah, pardon! Ho dimenticato un altro difetto/nondifetto (è come il tessuto/non tessuto): è ripreso da una saga in 7 volumi (forse 8) della prolifica L. J. Smith che, ovviamente, HO DOVUTO comprare.

Comunque, tornando al discorso d'origine, mi sono posta questo sciocco quesito perché ho letto da qualche parte sul web (purtroppo ora non ricordo, ma rimedierò) l'interessante analogia tra vampiro e supereroe.

Insomma, il vampiro ci affascina come figura romantica di mostro o perché possiede tutti gli attributi del supereroe, a cominciare dalla forza sovrumana? Io dico che oggi, la seconda opzione è la più valida. Probabilmente, all'origine del mito (non sto parlando di quello folkloristico/religioso ma di quello squisitamente letterario) sono stati altri fattori a decretarne il successo.

Penso alla forte carica sensuale e sessuale, quasi velata, allegorica comunque, che diceva o suggeriva tutto senza doverlo dire, in un periodo dove l'interpretazione dei sogni operava per individuazione di censure (sto banalizzando e citando Freud perchè sempre nella stessa fonte si parlava di una lettura freudiana della figura del vampiro, ma in verità non in questi termini: riguardava "l'ancestrale paura della morte" - questa era per Flaviuzz e The Mayor -);

penso, come detto in precedenza, alla figura del mostro rivestita di aura romantica, al fascino del villain gentiluomo, nobile d'altri tempi; penso al richiamo bohémien della ricerca del piacere Ma il vampiro sempre assassino rimane.


Oggi il vampiro è veramente un supereroe, e dal film Bram Stoker's Dracula (dove poi Coppola tanto fedele non è stato, avendo inserito una storia d'amore bellissima e struggente ma filologicamente non esatta, e comunque, dovrei aprire altra parentesi, grandissimo merito a Gary Oldman che è il Dracula dei miei sogni!) fino ad arrivare al famigerato Twilight, il vampiro è mosso prima di tutto da un sentimento alto e nobile come l'amore, che fa sì a cazzotti con la fame, ma non ne compromette l'autenticità.

E quindi, vampiri innamorati, vampiri zerbini (ma non era anche così tra Louis e Claudia in fondo?), vampiri sbrilluccicosi, vampiri porno, c'è solo una cosa che non va: l'eccessivo buonismo fa perdere 10 punti.

Infatti Bill Compton e Stefan Salvatore non li sopporta proprio nessuno.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ti sei dimenticata dei vampiri con crisi meteoritiche (by acuto), che creano un alone di putrido mistero... a questo punto con l'impazzare delle serie tv, dei film in perfetto Moccia's style.. mi butto su un classico..

Fracchia contro Dracula!

By P0ll0

Anonimo ha detto...

Sempre attratta dal MISTERIOSO mondo dei VAMPIRI...ma ad oggi lo posso definire cosi ancor di più poichè i canoni principali li abbiamo persi ( come giustamente tu fai notare in questo tuo blog.)
Io ho letto tutti i libri della SAGA Twilight e visti i film...per carità...sicuramente leggeri piacevoli...a tratti avvincenti ( sottolineo A TRATTI ) ma...................MA!
Chi li mette a confronto con un film del genere INTERVISTA CON IL VAMPIRO mi mette paura!
Ho a casa infinità di libri sui VAMPIRI e il loro mondo...e Assicuro che sono lontani anni luce da questa MODA ODIERNA che poi alla fine sembra essere il centro del cinema oggi! FIla interminabili alle biglietterie...cinema esauriti e figurine pupazzi cuscini diari ....
Forse sono io che non sono estremamente romantica...o forse semplicemente mi piaccionon gli originali non BIOLOGICAMENTE MODIFICATI!
:-)
BUona giornata.....Simona

Anonimo ha detto...

Sinceramente?!?! Non ho letto i libri de "Il diario del vampiro" ma ho seguito l'intera serie tv e devo spezzare una lancia in favore del personaggio di Stefan... Certo, Damon è sempre Damon e dà alla storia quel pizzico di ironia e di macabra comicità che la rende piuttosto apprezzabile, ma Stefan è il personaggio più particolare, perchè incarna l'ideale del principe azzurro che tutte hanno, in momenti diversi della vita, sognato e ci aggiunge un lato oscuro e infondo pericoloso che lo porta ad essere in perenne lotta con se stesso e con la sua natura. Personaggio particolarissimo quindi e distante anni luce dall'immagine di "protagonista insensato che fa pena in confronto al suo rivale", perfettamente incarnata da quello che è invece il personaggio di Edward Cullen.

Fedasile ha detto...

Più che al personaggio di Stefan, mi riferivo all'attore... un po' troppo piatto rispetto a tutti gli altri. Ma, comunque, resta il fatto, almeno per me, che l'antieroe,in generale, quello di cui riusciamo a scorgerne il percorso, di solito spicca ed emerge in modo particolare. Edward Cullen invece secondo me, incarna anche lui la quintessenza del principe azzurro e dell'uomo perfetto, ma non avendo la sua controparte (sono tutti buoni a parte i cattivi!) vediamo in lui le sue piccole ombre. In ogni caso andrebbe fatta una grossa distinzione tra libri e trasposizioni.Paradossalmente sarebbe un lungo discorso, non trovi? Ciao

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