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Mr. Darcy c'est moi!

Titolo originale: Pride and Prejudice
Autore: Jane Austen
Traduttore: Isa Maranesi
Editore: Garzanti
Anno: 1995
ISBN 8811581168
pp. 310

Ho già usato questa frase durante la vita del blog, ma adesso finalmente lo farò con cognizione di causa.

Ho riletto per la miliardesima volta Orgoglio e Pregiudizio. Il libro è consunto, strappato leggermente ai bordi, scarabbocchiato all'interno da Filomena in versione nana malefica, e fa pendant con l'Amleto distrutto nella fantastica traduzione di Nemi D'Agostino, che è l'unica che veramente adoro (anche se mi manca quella di Garboli... e sfatiamo un mito, visto che ci siamo: la traduzione di Montale è la peggiore!).

Amo questo libro, amo il modo in cui è scritto, i personaggi, i dialoghi magnifici, l'ironia e la leggerezza di una storia scritta in maniera impeccabile. Anche se devo dire che mi è preso un colpo quando ho notato con orrore che la Meg Ryan di C'è posta per te aveva come feticcio proprio Orgoglio e Pregiudizio... brrrr

E poi è ora di sfatare almeno 2 miti: il romanticismo diabetico e la letteratura da donne intesa in senso negativo.

Jane Austen è una fan della ragione e Mr. Dracy è il principe azzurro più reale e realistico che esista, e per questo lo adoriamo. Sbaglia, risbaglia, assume comportamente sgradevoli e odiosi, ma sappiamo che è umano e, al contrario di Elizabeth Bennet, non ci lasciamo offuscare dal pregiudizio perché aspettiamo ogni volta di conoscerlo con lei. Non è un ritratto stucchevole, inverosimile, idealizzato, così come non lo è nessuno dei personaggi di questa storia.

Per quanto riguarda, poi, il relegare, in particolare questo romanzo, in una sottocategoria della letteratura mi sembra un po' troppo superficiale. Potrebbe essere così se ci limitassimo a leggere della rendita di oltre 5.000 sterline l'anno di Bingley, degli sforzi per procacciarsi un marito da sposare almeno con affetto etc etc. Ma ci perderemmo tutta la satira, la rappresentazione di un tempo, la piacevolezza di dialoghi paradossalmente così moderni.

E in effetti, il cinema li riporta praticamente identici.




Commenti

  1. E' un libro che ho sempre desiderato leggere...Ma alla fine ...rimandavo! Ora leggendo questo BLOG ...ho il motivo che mancava! GRAZIE! :-)

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