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Tarantino vs Lars von Trier

Antichrist
di Lars Von Trier
interpreti unici e principali: Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg (doppiata da schifo in italiano ma lei è veramente brava)
Durata: 100 min.
Anno:2009
V.M. 18


Mi sono sempre chiesta, dopo aver visto, di sfuggita, all'ora di cena con la Progenitrice imbarazzata e una nonna shockata, Le onde del destino; dopo aver visto Dancer in the dark e Dogville (bellissimi, peraltro), mi sono sempre chiesta, ma che problemi ha Lars Von Trier con le donne?



Domanda diventata ancor più grandiosa dopo aver visto Antichrist: ma che problemi ha? E soprattutto, ma che voleva dire? Tralasciamo facili polemiche sul sesso esplicito, sulle scene di violenza insensata, tralasciamo facili battute sulle "capacità attoriali" di Willem Dafoe...

Spoiler : {discussione tra Spocchiagirl e il Signore Oscuro} :
... e quindi?
- Ci sono un sacco di metafore!-
- F4-
- ...-
- Che metafora sarebbe UNA VOLPE CHE PARLA IN QUEL MODO??!!!!-
- Vabbè, magari 'sta cosa gli è riuscita male...-
- È solo un misogino del cavolo! Questa è l'unica metafora!- (e adesso apriti cielo ché ho banalizzato Lars Von Trier!).
Ma ci sarà un motivo per cui tutte le attrici con cui ha lavorato non lo faranno mai più in vita loro:

Björk ha sempre detto che interpretare Selma di Dancer in the dark è stata una tortura, Nicole Kidman dopo Dogville avrebbe dovuto fare altri 2 film, ma per ragioni imperscrutabili (?) ha cambiato idea, Charlotte Gainsbourg arriva a Cannes e dice che manco lei ha capito bene il film...

Sarà che mi sono rotta le palle di questa mortificazione gratuita, e di tanta altra gratuità di cui il film, a mio avviso è pieno, ma Antichrist non mi è piaciuto affatto; sarà che poco prima avevo visto Grindhouse e ho scoperto un concetto ben diverso di "gratuità" e di donna!

Titolo originale: Grindhouse - Death Proof
di Quintino di Taranto
Interpreti principali: Kurt Russel e un sacco di bellissime ragazze
Durata: 116 min.
Anno: 2007
V.M. 14


Vi spiego quello che voglio dire: Tarantino ha fatto un film dove lo splatter, ad esempio, non è nascosto dietro un'elaborata/elegante/spocchiosa, dunque falsa, metafora fatta di animaletti, ma sta lì perché in quel momento te lo aspetti, la tensione va sciolta con qualcosa ad effetto (cosa che tra l'altro Lars Von Trier conosce bene: come dimenticare il finale di Dogville così sopra le righe, ma perfettamente comprensibile e così simile a una catarsi?) che provochi divertimento (attenzione, non stiamo a sottilizzare, ma lo specifico: lo splatter in sè non è divertente).

E quando finisce il film, tu donna, nascosta sotto le coperte, non ti senti offesa e mortificata, ma esulti sul divano come una gruppettara d'altri tempi: "Sì!".

Commenti

  1. "Dancer in the dark" e "Dogville" sono bellissimi come hai detto tu. L’altro non l’ho visto. Riguardo a "Grindhouse", ne abbiamo parlato e sai che non sono d’accordo con te e il Signore Oscuro. È, a mio parere, un film di una banalità assoluta e, anche se girato bene, omaggio ai film anni ’70 (che a mio parere non hanno nulla da omaggiare) e via dicendo come dice Colui Che Non Deve Essere Nominato, la liberazione di cui parli io non la vedo come te, perché è solo rabbia sfogata, né più né meno di un sentimento che potresti provare, anche modulato diversamente, vedendo un qualunque filmetto di serie B che parla d’ingiustizia. Oh, il mondo è bello perché è vario. Tra l’altro, da quando l’ho visto ci penso sempre due volte prima di mettere il piede fuori dal finestrino!

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