Madame Bovary c'est tout le monde

7 febbraio 2011


"Quello che mi sembra bello, che vorrei fare, è un libro su niente, un libro senza riferimenti con l'esterno capace di tenere da solo in virtù della forza interna del suo stile"



scrive Flaubert in una lettera mentre lavora a Madame Bovary. Molto probabilmente non sta parlando specificamente di questo romanzo, ma lo stesso è qui che si trova la sua poetica, che si concentra tutto il suo sforzo di scrittore: "Ho un brano di transizione di 8 righe che mi ha richiesto 3 giorni, nel quale non c'è una parola di troppo, e che bisogna tuttavia rifare! Ancora! Perché è troppo lento."

Maniaco della forma, maniaco del linguaggio, maniaco della ricerca (che consultava centinaia e centinaia di volumi per arrivare a costruire i suoi romanzi, basti pensare al lavoro sovrumano per Salambò), Flaubert è un autore, come tutti i grandi, che si fa leggere anche oggi, che non può racchiudersi in una categoria, come tutti i grandi, e che, come tutti i grandi, ha ispirato ogni campo della vita e dell'arte dopo di lui.

E Madame Bovary è il simbolo estremo di quest'immortalità.

Insoddisfatta, incapace di provare serenità, eternamente infelice, prigioniera di convenzioni sociali, puntualmente afflitta, sembra essere lo stereotipo dell'eroina romantica. E, in effetti, è così che la si vede nell'immaginario collettivo.

Ma Emma Bovary, in realtà, per Flaubert è sì un'anima e una persona non libera, ma soprattutto una nevrotica, nel senso clinico del termine, egoista, malata di "inquietudine esistenziale provocata dal divario tra le condizioni di vita reali e le proprie aspirazioni" [cit. Sabatini Coletti], cioè di quello che poi verrà chiamato bovarismo!

È una persona che non sa stare al mondo, che biasima la grettezza che la circonda ma incapace di non incapparvi lei stessa, e in modo così frequente e ottuso da far cadere le braccia, come si suol dire. E non parlo tanto delle sue scappattele extraconiugali, quanto delle azioni sconsiderate che porteranno alla rovina economica la sua famiglia.

È una donna presuntuosa, che rincorrendo un ideale fantastico di amore, si imbatte in un uomo che vuole solo divertirsi e ingannarla, in un altro che, sebbene sincero, non potrà mai soddisfare le sue assurdità da feuilleton. E se ne stancano.

E l'unico uomo che davvero la ama incondizionatamente, è quel marito che lei non sopporta, quel mediocre medico di campagna, incapace di aiutarla, insignificante e, a volte, grossolano, che, però, ha in sè quell'unica grandezza che Emma cercherà insistentemente di trovare altrove.

Ho letto questo libro "da vecchia", anche se era dai tempi del liceo che mi ossessionava il brano della morte di Emma letto in francese: crudo e senza speranza e bellissimo.



Autore: Gustave Flaubert
Titolo: Madame Bovary
Editore: Baldini Castoldi Dalai
Anno di pubblicazione: 2009
ISBN: 88-6073-517
Pagine: 441
Prezzo: € 8,90




Curiosità e approfondimenti:
File audio Madame Bovary in lingua originale
Bovarismo
Il fatto di cronaca che ispirò Flaubert

3 commenti:

  1. Attenzione attenzione: Spocchiagirl ha rivelato, quasi interamente direi, la trama di un libro... Vedremo come la prenderà il Signore Oscuro.

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  2. Mi sono rifiutata di fare mostra/nascondi su Madame Bovary...

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  3. Emma è una magnifica donna da odiare.

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