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Operazione nostalgia

La storia era questa:

da qualche parte in Inghilterra, metà dell'ottocento.

Una ragazza orfana perde anche la vecchia zia che si occupava di lei e decide di tornare nel suo paese d'origine, negli Stati Uniti d'America, nel Maryland, accompagnata da amici di famiglia.


Guerra di secessione e costruzione di un ospedale.

Scene patetiche degli amici feriti e curati da lei stessa che si improvvisa infermiera.
Siccome c'ha i soldi, la ragazza decide di compiere un viaggio in Europa (sempre accompagnata da questi suoi amici che la trattano come fosse l'ape regina) e a Parigi incontra lo stereotipo del cattivo ragazzo, con una storia strappalacrime (o strappamaroni) alle spalle e che, grazie a lei, si redime.

Amore impossibile, ma lei torna nel Maryland e sta per morire. Lui arriva in suo soccorso e, quando ormai è fuori pericolo, le confessa il suo amore e il suo segreto più sconcertante: a causa dei suoi stravizi, quello che creperà sarà solo lui!


F4 di cortesia


Lui muore, e dopo un po' la signorina si sposa con uno degli amichetti che le gironzolavano attorno.
Fine



Vabbè, e allora? Direte voi... e niente, questa robbbaccia l'ha scritta Spocchiagirl alla tenera età di 15 anni: 100 pagine di buonismo e sogni repressi.

Sì, vabbè, ma che c'entra? C'entra perché stamattina Spocchiagirl l'ha riletta (vergognandosi assai), ma sorridendo per la nitida immagine di lei stessa adolescente che emerge da quelle righe, per le sue note scritte a piè di pagina e per le glosse del Villano scritte a matita (dopo Scrocchiazeppi ebbe lui l'incombenza della lettura del manoscritto).

Sì vabbè, ma quindi?

E quindi Spocchiagirl si è accorta di aver avuto in mente un Via col vento al contrario, per questo faceva tanto schifo (non solo per lo stile così dannatamente acerbo... ecco, ad esempio "maledizione" e "dannatamente" sarebbero state due parole di forte impatto, pensava Spocchiagirl)!

Tanto per cominciare anche l'accuratezza storica (didascalica, ovviamente) di Spocchiagirl era accurata come quella di Margaret Mitchell, ma rovesciata. Niente sudisti, qui si parlava di nordisti. E la protagonista... insomma, immaginate se al posto di Scarlett O'Hara ci fosse stata Melania Hamilton e al posto di tutti gli omini descritti da Spocchiagirl nessuno potesse avvicinarsi nemmeno un pochino a Rhett Butler.

Il punto è che me ne sono accorta oggi che ho letto per la prima volta Via col vento... romanzo sottovalutato, come ha detto giustamente La Mente Cattiva. Forse perché è stato scritto da una donna, e perché, comunque, parla anche d'amore e donna+amore=rosa=merda? Fortunatamente ha la forza di uscire da questi canoni, ma ammetto che questo forte pregiudizio c'è eccome.

Provate a dire a un maschietto: "Via col vento". Impressioni a caldo.





Editore: Mondadori
Anno: 2001
Collana:Oscar classici moderni
Pagine: 872
Formato: 12,7 x 19,7
Legatura:brossura
Prezzo: 11.00 €
ISBN: 978880449601
Traduzione:
Enrico Piceni, Ada Salvatore






Comunque, mi dispiace aver letto questa edizione con questa traduzione. Non perché sia male, ma perché è talmente vecchia che per indicare il cosiddetto "futuro del passato" si usa il condizionale semplice invece di quello composto e dà un po' fastidio.

Commenti

  1. Varie cose:
    1. Mi hai conquistata già da quando ho letto "da qualche parte in Inghilterra, metà dell'Ottocento". Però non sono convinta che una Melania come protagonista conquisterebbe il pubblico.
    2. "Dannatamente" HA un forte impatto. Non solo: è alternativissimo. Specie oggi, che i romanzi hanno titoli o inglesi o sboccati.
    3. Ribadisco: "Via col vento" è un romanzo FORTEMENTE sottovalutato dalla critica letteraria.
    4. Non ce la prendiamo: ai signori maschietti non piace nemmeno "Orgoglio e pregiudizio". Ma non per questo non è un bellissimo romanzo!

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