Passa ai contenuti principali

Giallo detto!

Avevo già idea di scrivere qualcosa sul teatro, sulla mia Compagnia, già da un pò, da quando abbiamo fatto le prove per riportare in scena Il Servitore di due padroni. Sarebbe stato un post sullo stress che si prova ad essere attori e contemporaneamente organizzatori. Ma sarebbe stato anche un post di cronache teatrali, con le nostre creazioni,
 


 le nostre prove e i momenti di cazzeggio.

  
In realtà già sapevo che non sarebbe finita lì, che ci aspettava l'ultima grande fatica: portare in scena i nostri ragazzi. E devo dire la verità, è stata una grande sfida preparare questo spettacolo, ma dopo ieri sera, possiamo dire, con grandissima soddisfazione, che ne è valsa la pena.

Diciamo anche un'altra verità: dopo 17 anni di teatro, si comincia a sentire un po' di stanchezza, un po' di amarezza, un po' di delusione, ma quello che conta è il risultato finale e vedere tantissima gente soddisfatta e divertita, è stato bellissimo.
Ma soprattutto, vedere i tuoi ragazzi soddisfatti e divertiti, seppur con tutte le difficoltà dovute all'organizzazione, non ha prezzo.

Per cui:

Evviva i ragazzuoli della Scuola Stabile di Teatro Elsinore!

Commenti

  1. Braviiii!!!!!!!!!
    Lo spettacolo è stato davvero molto divertente!

    RispondiElimina
  2. Bello! (anche se "giàllovisto")...
    spettacolare la creduloneria dei partecipanti! tutti a dire "oh ma s'è sentito male?" oppure "ma come sta?"...
    ahahahahaha!

    cmq sia abbravi tutti!

    Pollo

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Coniglio ripieno

Oh Santissimo Sacripante! Preparare questo piatto, per me, è stata una grande fatica. A me il coniglio fa impressione, ed è anche per questo che volevo un po' camuffarlo cucinandolo in questo modo.
Ovviamente, e fortunatamente, qui in Sabina, volendo si trovano carni "speciali" (questo è un marchio registrato di ogni pizzicarolo nostrano... ) e perfino "allevamenti casalinghi". Questo coniglio proveniva da uno di questi ed era particolarmente grosso... e inquietante.

Non fiction novel: letterature e tradizioni

Scritto nel 2014, sempre per LSC Magazine.
Una nuova direzione, è evidente, sta prendendo la letteratura italiana, in maniera sempre più macroscopica, negli ultimi anni. Stiamo assistendo a un coinvolgimento sempre più massiccio della realtà non solo in narrativa, a dire il vero, ma anche in altre forme di comunicazione. È lampante quanto il cinema abbia sfruttato questo concetto: basti citare solo il caso di Philomena, nominato agli Oscar di quest’anno anche per la sceneggiatura non originale tratta dal libro di Martin Sixsmith sulla storia vera di una donna alla ricerca del figlio che fu costretta a dare in adozione.

Le parole che io uso significano esattamente ciò che decido, né più né meno

Ahhhhhhh, Colui che Non Deve Essere Nominato mi ha ingannato di nuovo! Humpty Dumpty non ha mai detto "Quello che dico significa nè più nè meno di quello che dico"!... quello che dice, signfica semplicemente ciò che lui DECIDE che possa significare!! E infatti è un arbitrio e Voi Sapete Chi lo mascherava sotto un'apologia della semplicità!!

Tutto questo è un po' contorto, ma del resto stiamo parlando (ma chi? ma in quante siamo?) di Alice nel paese delle meraviglie e di Attraverso lo specchio (che reputo moooooooolto più carino), i testi capostipiti del nonsense e del surreale:

"Prima l'esecuzione, poi il verdetto"! dice più volte la Regina

oppure

"Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro." dice la Duchessa (e ancora non l'ho capito tanto bene!)

oppure questa

Alice rise: «È inutile che ci provi», diss…