Un libro, una ricetta: Zadie Smith e la pasta madre

28 marzo 2012

La pasta madre è la moda del momento, lo sapevate? L'ho preparata poco più di un mese fa e funziona! L'ho usata però solo due volte, per una pasta da pizza e per l'impasto delle bombe fritte: è che devi decidere almeno un giorno prima per usarla, infatti la lievitazione diventa moooolto lunga, soprattutto nel periodo invernale.


Ho spulciato numerosissime ricette su internet (quando poi, diciamocelo chiaramente, le mie ave lo usano da quando sono nate e me ne sono sempre infischiata… ), ma io ho usato il mio personalissimo metodo alla buona: niente dosi, niente tempistiche precise, solo un po' di acqua, farina e i batteri che si trovano naturalmente nell'aria. Ogni tanto rinfrescavo tenendo il contenitore in frigo (così, tra l'altro, non forma quell'odiosa crosta dura). 



Ora, mi piaceva l'idea di associare una lettura a un "intingolo, una bona vivanda" e ho scelto la pasta madre per Della bellezza di Zadie Smith semplicemente perché l'unica cosa che emerge dal libro è la tranquilla cicciosità di Kiki, la mamma, l'unico stereotipo convincente di una storia costruita solo di stereotipi quasi imbarazzanti: bianchi e neri, giovani e vecchi, liberali e conservatori, maschi e femmine…

Non ho capito dov'è il portentoso talento di questa ragazza, forse nelle retoriche e didascaliche disquisizioni sull'arte? Nella descrizione fumosa di settordici personaggi?


Mi ha convinto poco e, sebbene si noti l'omaggio a Casa Howard, siamo ben lontani da tutta quella tragicità senza bellezza di Forster.

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