Un libro, una ricetta: "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" e la lemon cake

5 aprile 2012


Insomma è giunto il momento di parlarne ma, siccome sarebbe un lavoro lungo e tedioso, Spocchiagirl (è tornata, sta tornando, il blocco sembra essersi sbloccato!) vi prenderà per la gola.


Dopo la pasta madre, la nuova moda del momento è la cucina applicata all'editoria e, siccome Spocchiagirl, a dispetto del nome, è la prima vittima delle pubblicità (ad esempio è stata una delle prime acquirenti della mirabolante e miracolosa BB cream commerciale, quella che: uniforma il colorito, illumina, idrata, attenua le imperfezioni e, se glielo chiedi, te spiccia pure casa!), dunque delle mode, non poteva far altro che seguire la scia.

L'idea di associare un piatto alla saga di Martin le era venuta fin da subito ma, sinceramente, impresse nella mente le erano rimaste solo le innumerevoli pietanze di cinghiale e le lumache all'aglio e miele…

Eppure, qualcuno molto più avanti di Spocchiagirl ha fatto un lavoro davvero certosino e quasi maniacale:




E, proprio da queste parti, Spocchiagirl ha trovato una ricetta del XVI secolo della Lemon Cake, cioè del dolce preferito di Sansa Stark. 
Questa è una versione moderna del dolce, ma di matrice comunque anglosassone in quanto si usa la panna acida, ovvero la crème fraîche, e si sa, se non usi la crème fraîche ormai non sei nessuno!

La ricetta viene da QUI.
Ingredienti: 3 uova 
150 g di zucchero 
75 g di burro fuso 
150 g di farina  
150 g di panna acida (la crème fraîche... ) 
la scorza di un  limone 
succo di mezzo limone
vanillina
lievito per dolci
un pizzico di sale
  
glassa al limone:

150 g di zucchero a velo
20 g di succo di limone

scorze di limone per decorare




Tre appunti: a) Spocchiagirl non aveva lo zucchero a velo, dunque ha frullato lo zucchero e la glassa è venuta una ciofeca, b) Spocchiagirl non è nessuno perché non aveva la crème fraîche, dunque ha mischiato panna fresca, yogurt bianco acido e qualche goccia di limone, c) le lemon cake che mangia Sansa sono dolcetti ("per quanto trovasse deliziosi quei dolcetti, Sansa si sentì così piena da riuscire a mandarne giù due a stento." e prima aveva ingurgitato, in porzioni degne di una regina: zuppa di orzo, cacciagione, insalata di tuberi dolci, spinaci, prugne e noci, 'ste cavolo de lumache, trota cotta nella creta, arrosto di bisonte (???), animelle stufate, sformato di piccione, mele cotte con cannella,  e dolci al limone con glassa di zucchero... ), ma in realtà Spocchiagirl aveva fatto una torta per cui ha tagliato un cerchio con un ring e si è un po' rotta.

Ora dopo mesi e mesi dall'esplosione del fenomeno, sulla pessima traduzione ed edizione della Mondadori è stato detto praticamente tutto. A partire dall'unicorno.

Ma qual è davvero il punto di forza di questa saga? Innanzi tutto la preponderante nota realistica di trama e personaggi: siamo in un medioevo fantastico sporco e crudele, che nelle sue dinamiche di lotta al potere ricorda più un rinascimento machiavellico, popolato da dame e cavalieri con tante macchie e tanta paura.

Nella struttura ricorda moltissimo i romanzi medievali in prosa del ciclo arturiano, soprattutto per la divisione in blocchi netti che raccontano le vicende di un singolo personaggio, ma anche, se vogliamo, per la prolissità dei racconti e l’attenzione per le genealogie.  

Bisogna ammettere che è bello non solo per una trama accattivante piena di colpi di scena, ma per il lavoro scrupoloso di uno scrittore che sa il fatto suo, che, a parte il disastro della traduzione italiana, ha scelto uno stile ben preciso e sicuramente non popolare, che ha saputo creare dei personaggi potentissimi, uno su tutti, il preferito di Spocchiagirl: Jaime Lannister. Non esistono uomini come lui, ma solo lui.




2 commenti:

Ycibel ha detto...

Vabbè ma quindi il risultato?

Fedasile ha detto...

del dolce? buono, ma la glassa si è cristallizzata...

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