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"Una storia romantica"



un romanzo di Hugo, Flaubert, Balzac, Foscolo, Shakespeare... e di Antonio Scurati.

Magnifico collage di testi letterari, citazioni da film e canzoni, e quiz di una difficoltà estrema, ma tranquilli, alla fine del libro ci sono le soluzioni!

È che non avevo capito. Insomma io credevo fosse un romanzo, per questo mi sono incazzata mentre leggevo di personaggi scialbi che non hanno spessore, oppure ridotti a macchiette. Mi sono perfino arrabbiata quando, con immenso stupore, mi sono accorta di quanto fosse pedante e retorico quel modo di raccontare le 5 giornate di Milano, che a leggerle sul libro di storia è veramente molto più avvincente.


Ma soprattutto ho odiato e disprezzato la maniera (e uso il termine in tutte le sua accezioni) in cui racconta questa fantomatica storia d’amore.

Sì, perché sinceramente mi aspettavo qualcosa di banale, ma non certo la turpitudine mischiata al romanticismo della peggior specie… come spiegare senza raccontare troppo? Ecco, è come mischiare un’harmony con il melodramma. E non mi aspettavo cose da turchi, eh!

Poi però ho capito. Ho capito che si trattava solo di un gioco intellettuale, di un espediente da feuilleton (nel suo significato dispregiativo) per raccontare la Storia, quella con la S maiuscola, che solo i grandi riescono a raccontare senza scivolare nel didascalico… cioè nella gran rottura di cabasisi, direbbe Montalbano.

E visto che non è un romanzo… direi che Scurati è riuscito nell’intento.

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