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Visualizzazione dei post da 2015

Non fiction novel: letterature e tradizioni

Scritto nel 2014, sempre per LSC Magazine.
Una nuova direzione, è evidente, sta prendendo la letteratura italiana, in maniera sempre più macroscopica, negli ultimi anni. Stiamo assistendo a un coinvolgimento sempre più massiccio della realtà non solo in narrativa, a dire il vero, ma anche in altre forme di comunicazione. È lampante quanto il cinema abbia sfruttato questo concetto: basti citare solo il caso di Philomena, nominato agli Oscar di quest’anno anche per la sceneggiatura non originale tratta dal libro di Martin Sixsmith sulla storia vera di una donna alla ricerca del figlio che fu costretta a dare in adozione.

Duecento anni di orgoglio e pregiudizio sulla letteratura scritta da donne

Scritto nel 2013, sempre per LSC Magazine.
Nel 1813 Jane Austen riusciva a pubblicare Orgoglio e Pregiudizio, il suo adorato bambino, sotto pseudonimo. In occasione del bicentenario il bilancio è tutt’altro che negativo: il successo del romanzo sembra non doversi mai arrestare.

È eccessivamente anacronistico farne una questione di genere, ma sarebbe altrettanto scorretto far finta che gli uomini leggano i romanzi di Jane Austen con lo stesso trasporto di noi donne. Le vicende quotidiane di uno stuolo di giovinette dabbene a cavallo tra XVIII e XIX secolo non infervorano gli animi maschili, probabilmente perché le storie d’amore sono piccola cosa di fronte a quell’immensa tragedia di cui parlava Rick Blaine in Casablanca.